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Piero Gheddo

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LEOPOLDO PASTORI, il missionario monaco della Guinea Bissau (1939-1996)  di Piero Gheddo

 "Leopoldo è morto a 57 anni nel 1996, dopo 10 anni in Guinea Bissau, dove ancora lo ricordano e lo pregano.  Orfano di padre a cinque anni, dopo 11 anni in orfanotrofio entra nei seminari del Pime a 18 anni. Dotato di grandi doti umane, parte per la Guinea Bissau nel 1974 ma si ammala di epatite che diventa cronica. Lavora in missione solo 10 anni, dedicandosi alla preghiera e al prossimo più povero. Era handicappato da un’epatite che gli toglieva le forze, poteva diventare un prete scontento, un peso per gli altri e per se stesso. Invece pregava molto e Dio gli ha fatto la grazia di accettare con umiltà e pazienza la malattia e le sofferenze che l’hanno portato alla tomba.

    Oggi il vescovo di Lodi, in accordo con i due vescovi della Guinea (Bissau e Bafatà) e i superiori del Pime, vuol iniziare la sua causa di canonizzazione. Leopoldo ha dimostrato che il prete è l’uomo di Dio, cioè della preghiera; un uomo innamorato di Cristo, la cui vita è una dimostrazione pratica del Vangelo. Era certamente un missionario attivo, pur con le scarse forze che gli lasciava l’epatite, ma diceva che quel che caratterizza il prete, e lo rende efficace nella missione, non è l’attivismo esterno, ma la mistica che lo ispira. Se il prete non vive l’ideale dell’amore e dell’imitazione di Cristo, finisce per portare se stesso e non il Vangelo."



Leggi il testo completo del libro:
prefazione di Mons. Merisi vescovo di Lodi
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