(Armagh 32 –
febbraio 2006) da Mondo e
Missione - rivista del PIME
BELLO ESSERE FIGLI DI GENITORI SANTI
di P.Piero Gheddo
La causa di canonizzazione dei miei genitori, mamma
Rosetta Franzi e papà Giovanni Gheddo, a Dio piacendo, inizierà a Tronzano
(Vercelli), il 18 febbraio 2006. Mi chiedo: se è vero che la struttura più
importante per la società è la famiglia e che «il primo e vero problema della
società italiana sono le culle vuote» (così il Presidente Carlo Azeglio
Ciampi, 8 marzo 2004), perché nei mass media e nella mentalità comune la
stabilità e la prosperità della famiglia è un tema così poco presente? Se i
conti dello Stato non tornano tutti sono preoccupati, si fanno finanziarie
pesanti, si chiedono sacrifici ai cittadini. Ma se la famiglia è in crisi, chi
si preoccupa?
L’anno scorso, in estate, parlavo con un parroco di Genova. Mi diceva: «Ho
organizzato alcuni incontri con i genitori dei bambini della prima comunione.
Fra quelli che sono venuti, le famiglie regolari, con papà e mamma sposati e
ancora assieme, non erano più del 35-40 per cento. Una parte importante dei
disagi giovanili (psicologici, affettivi, mentali, di equilibrio e di serenità)
viene dal fatto di non avere papà e mamme stabili, che, con l’aiuto di Dio,
hanno consacrato la vita all’amore coniugale e familiare».
Se questo è vero, perché pochi si preoccupano di cosa fare per ricostruire la
famiglia unita, per aiutare le giovani coppie a volersi bene e a proporsi, con
sacrificio, di stare assieme per tutta la vita? Giustissimo facilitare
l’acquisto della casa per i nuovi sposi, dare dei bonus per i figli, per le
spese scolastiche e così via. Ma l’educazione alla famiglia unita pare non
entri nelle preoccupazioni dello Stato, dei mass media, della scuola,
della cultura popolare…
Da sempre la Chiesa dà le sue indicazioni e i suoi aiuti spirituali, ma propone
anche esempi concreti di come si può vivere con eroismo evangelico nell’amore
coniugale e familiare. Giovanni Paolo II diceva spesso alla Congregazione dei
Santi di proporgli coppie di sposi per la beatificazione. Il 21 novembre 2001 ha
beatificato Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi, oggi altre tre coppie di sposi
sono in cammino verso la beatificazione. Una di queste è formata da Rosetta e
Giovanni, che noi tre figli (Piero, Franco e Mario) abbiamo sempre venerato e
pregato come santi autentici. Che bello, cari amici lettori, crescere in una
famiglia in cui mamma e papà sono dei «santi» (fra virgolette, perché il
giudizio spetta alla Chiesa). Ti senti sempre, anche da piccolo, nel calore
dell’amore e della benedizione di Dio. Hai davanti degli esempi formidabili e
quando diventi anziano ti commuovi e ringrazi il Signore di aver avuto una mamma
e un papà come Rosetta e Giovanni: la prima morta di polmonite e di parto nel
1934 a 31 anni (con due gemelli non sopravvissuti), il secondo a 42 anni (1942)
durante la guerra in Russia con un atto di eroica carità cristiana che ricorda
san Massimiliano Kolbe! Due esistenze del tutto normali, senza miracoli né
visioni né misticismi, due militanti dell’Azione cattolica che hanno creato
la loro famiglia, allevato i tre figli (ne volevano dodici!), aiutato i poveri e
percorso assieme la difficile ma esaltante via all’unione con Dio già su
questa terra.
Si vedano i miei libri: Il testamento del capitano, San Paolo, con le
lettere di papà dall’allora Urss, e Questi santi genitori, sempre
della San Paolo.
Mons. Enrico Masseroni, arcivescovo di Vercelli, comunicandomi la sua decisione
di iniziare la causa di canonizzazione, mi ha detto fra l’altro: «La cosa mi
interessa molto e la metto nelle mani di Dio. Io stesso ho avuto un papà
straordinario e considero la causa di beatificazione del tuo esemplare, perché
rappresenta una schiera di uomini dell’Azione cattolica. Anche mio papà aveva
fatto la guerra. E mi fa piacere che le figure di tuo padre e di tua madre
vengano additate come modello in un tempo come il nostro in cui manchiamo di
modelli, un tempo di «aurea mediocrità». Anch’io sono dell’avviso che la
chiamata di tutti alla santità dev’essere documentata con esempi concreti.
Ricordiamo e onoriamo i tuoi genitori per ricordarne tanti, tantissimi altri».
Ringrazio il Signore di questa grazia inaspettata e raccomando a tutti gli amici
lettori di pregare per questa causa di beatificazione, che la Chiesa crede utile
come esempio di Vangelo vissuto da una normale coppia di sposi.
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