| ( marzo 2006) da
Missionari del Pime
di P.Piero Gheddo Ho
visitato trenta paesi africani su una sessantina. Nel dicembre 2005, la Guinea
Bissau mi è sembrata fra i più poveri e arretrati. Eppure è un paese
affascinante e con un popolo simpatico, cordiale, con molti giovani (più del 50%
con meno di vent’anni!) pieni di buona volontà e di entusiasmo. Per precise
cause storiche (colonizzazione portoghese, poi il regime marxista-leninista e la
guerra civile del 1998-1999) la Guinea è un paese che va indietro, non avanti.
Questa l’impressione che ho avuto dopo due precedenti visite, nonostante i segni
positivi come la forte coscienza dei diritti umani che sta nascendo nei giovani!
Il governo non riesce a sostenere quel poco che c’è: la corruzione nelle
strutture statali è il peggior flagello. Molte iniziative di promozione umana
sono della Chiesa e spesso fra le poche che funzionano. Ho visitato l’ospedale
pediatrico di padre Ermanno Battisti, fino al 2005 direttore dell’Ufficio aiuto
missioni del Pime a Milano, dopo 28 anni di Guinea Bissau. Nel gennaio 2005 è
tornato in missione per terminare l’opera già iniziata vent’anni fa quando, per
incarico del vescovo mons. Settimio Ferrazzetta e con l’aiuto di generosi
benefattori, mandò a studiare in Italia o in Portogallo molti giovani per varie
professioni: una ventina già laureati, nove dei quali medici specializzati e un
farmacologo; inoltre un laureato in economia e commercio per dirigere
l’amministrazione dell’ospedale e una trentina di infermieri diplomati. Decine
di altri giovani stanno studiando in università straniere e in quella di Bissau:
in tutto, padre Battisti ha fatto studiare un centinaio di giovani e ragazze
guineani!“La costruzione dell’ospedale è iniziata nel 2001 – dice padre Ermanno – e nel 2005 la struttura era già avanti. Quando siamo venuti qui, attorno non c’era nulla, adesso costruiscono da tutte le parti, è nato un grande quartiere molto povero, il vescovo mi ha nominato parroco e debbo costruire la parrocchia. Quindi è necessario avere nell’ospedale anche una farmacia. I medici vengono qui tutte le mattine, visitano e prescrivono le medicine che comperiamo anche qui, ma in genere facciamo venire dall’estero”.
Ho visto l’ospedale terminato nei muri, ai
primi passi nell’attrezzatura. Avrà una disponibilità di 60 letti con
strutture sanitarie per bambini e le puerpere che debbono essere aiutate o
operate. In alcune delle sue 24 sale sarà operativo un centro oftalmologico per
tutte le età, con possibilità di interventi anche su persone adulte (es.
cataratta) e qualche sala riservata alla loro degenza. E’ previsto un ambiente
appropriato per visite mediche e una farmacia in cui sarà possibile l'acquisto
di medicinali a prezzi contenuti, oppure gratuitamente.
Per questi reparti ci sono già medici guineani e italiani specializzati e altri
in specializzazione. Funzionerà anche una scuola per infermieri. Tutto questo
in stretta collaborazione con il Ministero della Salute, nel quale saranno
inquadrati i nostri operatori sanitari e dal quale riceveranno lo stipendio. |