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| | ( luglio 2009) da Il
Giornale
MANDATE MAESTRI, NON SOLDI. SENZA ISTRUZIONE NON AVRANNO SVILUPPO
Intervista a Padre Piero Gheddo
Padre Gheddo, presidente del Pontificio istituto
missioni estere. Altri aiuti all’Africa.
«Si continua a dire che l’Occidente è colpevole della fame nel mondo e che
quindi deve rimediare aiutandolo, ma così si
dimenticano le radici del problema e si finisce col fare cose inutili».
Quindi?
«Dico che la radice del problema sta nel ritardo storico dell’Africa
rispetto all’Occidente.
I popoli africani in un secolo e mezzo non hanno ancora avuto il tempo e la
possibilità di evolversi per entrare nel mondo moderno».
Però negli ultimi decenni i governi africani sono stati sommersi di dollari.
«Siccome non hanno stabilità politiche e sono divise tra etnie, gli aiuti
economici mandati ai governi dell’Africa producono poco o nulla. E quando
producono qualcosa lo fanno in modo sbagliato».
Sbagliato perché?
«Ma basta visitare l’Africa nelle campagne come ho fatto io. Ho trovato un
sacco di cose che non servono a nulla. Faccio un esempio, nella Guinea-Bissau
l’Italia ha fatto un mulino per il riso colossale, grandioso, e due villaggi
turistici bellissimi, uno sulla costa e una sulla costa. Ebbene, sia il mulino
sia i due centri turistici non hanno minimamente funzionato».
Cattedrali nel deserto.
«La gente del posto non erano preparate,mancavano le infrastrutture, le
strade, la stabilità politica, un sacco di cose. E l’Africa è piena di cose del
genere, ne ho viste tantissime. Lo sbaglio dei grandi del mondo e nostro, siamo
noi».
Cioè?
«Di non capire che lo sviluppo viene dall’interno di un popolo, dalla sua
educazione, maturazione culturale e storica».
Lei da sacerdote direbbe: basta aiuti?
«No questo no. Ma invece di mandare solo soldi mandate chi realizza
qualcosa. La cosa principale per l’Africa è la scuola, insegnare le tecniche per
produrre più grano e riso. Sa da dove vengo io?».
Dica.
«Da Vercelli. Noi a Vercelli produciamo 80 quintali di riso all’ettaro.
Nell’agricoltura tradizionale africana,quella della maggioranza,se ne producono
5 all’ettaro. L’abisso tra 80 e 5 quintali è l’abisso tra ricchi e poveri.
Quando i no global dicono il 20% del mondo possiede l’80 per cento
delle ricchezze del pianeta dice una falsità. Non è vero che le possiede, le
produce».
Che ne pensa delle rockstar che fanno i paladini del Terzo mondo?
«Mah,povera gente li giudico bene,hanno un’intenzione buona, vorrebbero fare
qualcosa. Però non essendo coscienze illuminate pensano che mandando grandi
capitali l’Africa si sviluppa. No, no! Se non sono impegnate nell’istruzione e
nella formazione».
Aiuti inutili, o dannosi?
«Un fattore molto negativo che introducono è quello di attirare la
popolazione nelle città, dove arrivano gli aiuti internazionali, spopolando le
campagne
e abbandonando quindi l’agricoltura. Ma se un paese non produce abbastanza per
mantenere il cibo base per la popolazione, è finita». |