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(Avvenire 13 –
ottobre 2003) da Avvenire
Questa
è una notizia da mass media? Credo di sì. E' una "buona notizia" che
non si legge quasi mai sui giornali né si sente alla televisione: ci sono preti
che, dopo cinquant'anni spesi per la Chiesa e il loro popolo, pur tra molte
difficoltà, incomprensioni, sofferenze, non sono delusi ma contenti di fare i
preti. Premesso che ogni vocazione data da Dio, se vissuta nella sua grazia, è
buona e porta gioia, è bello fare il prete essenzialmente per due motivi.
Primo, sei nella posizione migliore per innamorarti di Gesù Cristo, che è lo
scopo primo della persona consacrata: solo così infatti possiamo annunziare
Cristo e dare agli uomini del nostro tempo, tentati di pessimismo e anche di
nichilismo, una testimonianza della gioia e della speranza che solo Cristo può
suscitare nei cuo______________ _(_o motivo è questo: dopo mezzo secolo di
ministero pastorale, ciascun prete è convinto perchè ha toccato con mano che
tutti gli uomini e le donne, tutti i popoli hanno bisogno della salvezza che
viene dal Figlio di Dio fatto uomo per liberarci dal peccato, unica fonte di
ogni tristezza; anche quelli che non lo conoscono, anche quelli che non credono
o non ci pensano mai. La conseguenza è logica: il prete ringrazia Dio di averlo
chiamato a rendere all'umanità il miglior servizio che si possa immaginare; può
aver commesso degli sbagli e dei peccati, ma la misericordia di Dio è molto più
grande delle nostre miserie e nulla può oscurare il sentimento profondo di aver
speso bene la propria vita. Anzi, con l'aiuto di Dio, di continuare a spenderla
bene, per aiutare i fratelli e le sorelle a sperimentare l'amore e la bontà del
Signore. Pochi mesi fa nell'isola di Sumatra in Indonesia un missionario
saveriano mi diceva: "A volte i miei parenti e amici mi scrivono: cosa fai
tra i musulmani che non vogliono sentire parlare di Gesù Cristo? Ebbene,
rispondo che non è vero. Se tu dai con semplicità la tua testimonianza, anche
loro capiscono di aver bisogno del Vangelo. Un alto funzionario governativo mi
diceva: voi cristiani siete gli unici che parlate di perdono, di pace, di amore
verso i diversi; quando succedono lotte fra le varie etnie, nei comitati di
pacificazione governativi c'è sempre almeno un cristiano per questo
motivo". Si può aggiungere una riflessione per i giovani sposi: se lo Spirito getta un seme di vocazione alla vita consacrata in un vostro figlio o figlia, non ostacolateli, ma aiutateli a capire la volontà del Signore ed a maturare una risposta convinta. Non pensate che Dio vi chieda qualcosa. No, vi fa un grande dono, perchè il prete e la suora portano la sua benedizione per la vostra famiglia. |