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Piero Gheddo

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(agosto 2007) da Avvenire

 

La Chiesa nello Zimbabwe

      I cristiani sono il 41-42% dei 13 milioni di zimbabweani, dei quali il 9-10% cattolici. La Chiesa è l’unico ente abbastanza libero diffuso in tutto il paese e rimasto a fianco del popolo. Al tempo dell’apartheid i vescovi hanno alzato la voce per difendere i neri: l’arcivescovo della capitale Salisbury, mons. Lamont, subì il carcere e fu espulso dal paese.

     Con Mugabe la Chiesa è all’opposizione e negli ultimi mesi lo scontro si è fatto molto più duro. Nella lettera del 1° aprile 2007 (“Dio ascolta il grido degli oppressi”) gli otto vescovi dichiarano il governo responsabile dell’impoverimento di cui soffre il popolo e lo invitano a cambiare strada: “Mentre una piccola élite privilegiata si arricchisce smisuratamente, la maggioranza della popolazione vive nella miseria…Le sofferenze della popolazione diventano ogni giorno più evidenti, causando scioperi, manifestazioni, rivolte e lo Stato risponde con una repressione sempre più dura, con arresti, detenzioni, torture… Troppe persone sono piene di rabbia e questa rabbia sta esplodendo in aperta rivolta”. Mons. Pius Ncube, arcivescovo di Bulawayo, in una recente intervista al “Daily Telegraph” ha detto: Mugabe “è un prepotente e un assassino, è pazzo di potere e vuole conservarlo ad ogni costo, anche se distrugge lo Zimbabwe. La Chiesa non può allearsi col faraone di turno, ma ha il ruolo profetico di dire la verità quando nessun altro la dice”.

    Mugabe ha risposto: “Se i vescovi si immischiano nella politica, finiremo per guardarli non più come guide spirituali, ma come una entità politica e questo è un cammino pericoloso”. Un missionario dello Zimbabwe mi dice: “Le chiese cattoliche  sono sempre meno frequentate dai fedeli per paura della polizia, che considera politiche le riunioni nelle chiese, specie dopo che la lettera dei Vescovi è stata letta in chiesa, mentre nelle zone rurali gruppi di giovani del partito bastonavano chi distribuiva il documento tradotto nelle lingue shona e ndebele”.

                                       DATI   SULLO  ZIMBABWE

 Superficie 390.757 Kmq.

Abitanti 11.810.000 (più 2-3 milioni nei campi profughi in Sudafrica, Mozambico, Zambia)

Religioni: cristiani 41%, di cui 10-12% cattolici; altri 10%, il resto animisti.

Gruppi etnici Shona 67,1%, Ndebele 13%, Chewa 4,9%, Europei 3,5%

Capitale Harare (fino al 1980 Salisbury) 1.444.534 nel 2202

Analfabeti 9%

Indice di povertà umana 91° posto

Crescita anuua 1,1% (1998-2003)

Mortalità infantile 53,75 (2003)

Prodotto nazionale lordo per abitante 397 $ USA (2004)