Leggi il BLOG
commenti e condivisioni con
Piero Gheddo

| Home | Libri | Articoli Lettere con la clausura | Speciali Racconti |

| Incontri e conferenze | Biografia, foto e viaggi | Rosetta e Giovanni | Clemente Vismara | Contatti |

  
 

(18 gennaio 2007) da Avvenire

UN ASSESSORATO COMUNALE “ALLA MISSIONARIETA’”
di P.Piero Gheddo

   Una svolta storica per la pubblica amministrazione italiana. La bella notizia viene da Cernusco sul Naviglio, cittadina di 30.000 abitanti alle porte di Milano. Un consigliere comunale, Giuseppe Colombo, ha avuto la geniale idea di proporre un “Assessorato comunale alla Missionarietà”, che è stato approvato. Colombo, padre di due figli (altri sei in affido!), è da sempre amico dei missionari impegnato nel volontariato internazionale ed ha viaggiato in vari paesi e continenti (Bangladesh, Somalia, Siberia, ecc.) portando aiuti e prestando la sua opera. Colombo mi dice che l’amministrazione comunale “ha riconosciuto in pieno il valore e il prezioso ruolo sociale delle comunità missionarie: uomini e donne, laici e consacrati che si dedicano non solo all’annunzio del Vangelo, ma anche al progresso umano e materiale dei popoli”.

    Come definiresti la missionarietà? “E’ l’ideale e l’esaltazione dell’amore e della carità verso il prossimo, in particolare verso gli ultimi e gli emarginati, senza distinzione etnica, religiosa o politca. La numerosa presenza di missionari cernuschesi, religiosi e laici, negli angoli più sperduti del pianeta, ha anche lo scopo di favorire la crescita e lo sviluppo dei paesi emergenti, facendoci conoscere sempre più quei popoli che rappresentano l’80% dell’umanità”. Perché istituire questo Assessorato? “La missionarietà è un patrimonio di storie, di uomini e di donne, spesso dimenticato se non addirittura rimosso dalla politica. La missionarietà è un termine religioso che si sposa benissimo con l’essere amministratore pubblico. Non si vuole scippare l’impegno missionario della Chiesa, ma solo trasportare un valore universale come la Carità (che in termini laici si chiama solidarietà) in un ambito pubblico e in una società in disfacimento, perchè si riconoscano e si comprendano i valori del mettersi a disposizione (spesso a rischio della propria vita), sempre e comunque gratuitamente, di centinaia di missionari italiani sparsi in tutto il mondo”. Quindi la missionarietà ha anche un aspetto educativo? “E’ una carta vincente a livello educativo, perchè racchiude al suo interno una moltitudine di stimoli culturali, sociali, religiosi, formativi, che possono tranquillamente diventare materia scolastica e punto di riferimento per la crescita dei nostri ragazzi e all’interno delle nostre famiglie”.

    L’amico Colombo mi confida che un giornale laico è andato ad intervistarlo e il giornalista “voleva gli dicessi che io sono un fedele della Chiesa e voglio promuovere gli interessi della Chiesa. Io insistevo nel dire che sono un amministratore laico e voglio promuovere gli interessi dei miei concittadini e la formazione soprattutto dei giovani a quei valori che ho sempre ammirato nei missionari. Lui insisteva nel dire che quello è un termine ‘religioso’ e io rispondevo che ben si adatta alla laicità dell’impegno pubblico di un credente….Insomma, parlavamo due lingue diverse”.

    Credo che questo inizio di un assessorato del tutto nuovo vada seguito, per vedere quali iniziative verranno proposte e realizzate a Cernusco sul Naviglio, specialmente nelle scuole. Penso anch’io che i valori civili e morali espressi nella vita dei circa 15.000 missionari e missionarie italiani (carità, gratuità, spirito di sacrificio), possono dare un contributo educativo al popolo italiano, anche per affrontare con spirito giusto i problemi posti dalla presenza in Italia di circa due milioni di lavoratori stranieri, che non si integrano facilmente in una società e cultura diversa dalle loro.