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(1 settembre 2006) da Avvenire

INCONTRARE I MUSULMANI NELLA CASA DI MARIA
di P.Piero Gheddo

Quando si parla o si scrive dell’imperativo di creare buoni rapporti con i musulmani, noi occidentali ci riferiamo al dialogo teologico e culturale, alla solidarietà sociale, agli accordi politici e commerciali. Nei rapporti con il popolo islamico, profondamente religioso, la nostra mentalità laica (e a volte laicista) ci impedisce di capire che l’approccio della fede e del sentimento religioso sono importanti, mentre non ne parliamo mai o quasi. Visitando molti paesi islamici ho sempre sentito dire che nei santuari cattolici di Maria i musulmani sono fra i pellegrini più numerosi.

    Com’è noto l’islam viene da radici ebraico-cristiane. Maometto aveva sentito il fascino del monoteismo di ebrei e cristiani che erano in Arabia, a La Mecca e a Medina. Attraverso l’Angelo Gabriele riceve le rivelazioni di Dio, la missione di predicare il Dio unico e di combattere il politeismo. Il Corano si sofferma soprattutto sulle figure di Abramo, Mosè e Gesù, che avrebbe preannuziato le venuta di Maometto, il quale chiude la rivelazione. A Gesù sono attribuiti vari miracoli, ma il Corano nega che fosse Dio. Maria, la madre vergine di Gesù, è tra le figure bibliche più ricordate e venerate. Il Corano dedica a lei la “sura” XIX (“La sura di Maria”) e ne fa per 40 volte il nome. Tutto questo per spiegare come la devozione alla “Signora Maria”, l’unica donna (con la figlia di Maometto, Fatima) elevata al livello dei grandi personaggi vicini a Dio, è molto diffusa fra i musulmani. In Siria mi dicevano che la frequentazione dei santuari di Maria da parte dei devoti islamici si spiega anche con il fatto che l’islam proibisce le immagini sacre: quella di Maria è l’unica che il buon musulmano può venerare con affetto, senza timore di mancare di fedeltà al Dio unico.

    Un esempio recente in Bangladesh. Nel 1999 il vescovo di Dinajpur, mons. Moses Costa, incarica padre Cesare Pesce (in Bengala dal 1948) a fondare un santuario mariano a Rajarampur, dato che la diocesi ne è priva. Due anni dopo il grazioso santuario è finito, i fedeli incominciano a venire. L’ho visitato nel settembre 2001 e padre Cesare mi diceva: “Alla domenica ho 500-600 pellegrini ma in pochi anni saranno molti di più, perché siamo in un ambiente quasi totalmente musulmano e i fedeli dell’islam hanno una forte devozione per Maria. Già adesso più di metà sono musulmani, i cattolici in Bangladesh sono pochissimi”. E programmava di iniziare, nel luogo di Maria, incontri e dialoghi con i fedeli di Allah.

    Nel 2005 al santuario di Velankanni (Tamil Nadu), credo il più grandioso e incantevole santuario mariano del mondo (“la Lourdes dell’India” con più di sette milioni di pellegrini l’anno), mi dicevano che i musulmani vengono a decine di migliaia; nel santuario di Vijayawada (Andhra Pradesh) la statua della Madonna, nel giorno della sua festa, è portata da musulmani in processione nel quartiere islamico. I casi simili che ho visto nel mondo missionario sono davvero tanti.

    In Italia i fedeli di Allah sono ormai più di un milione, hanno le loro associazioni che li rappresentano, organizzano fra l’altro incontri di preghiera. L’editorialista Magdi Allam sulle pagine del Corriere della Sera ha firmato questo appello: “Musulmani italiani, fratelli miei, facciamo del culto di Maria un momento unificante con i cristiani e del pellegrinaggio a Loreto e in ogni altro santuario dedicato a Lei un momento di condivisione e di fratellanza tra le persone di buona volontà”. Un’ipotesi che potrebbe diventare realtà, se qualcuno prende l’iniziativa. Naturalmente con tutte le precauzioni del caso, spiegando bene le grandi differenze fra cristianesimo e islam: non si tratta di andare verso il sincretismo e il relativismo, ma semplicemente di rafforzare la nostra fede e identità cristiana, ponendoci però contro-corrente rispetto all’ideologia dominante del muro contro muro che condue alla guerra e al terrorismo! In molte diocesi italiane ci sono organismi che promuovono l’incontro, il dialogo e la solidarietà verso i musulmani. Perché non lanciare, a livello di Chiesa italiana o di singole diocesi e regioni, iniziative di pellegrinaggio fra cattolici e musulmani a Loreto, a Pompei, alla Consolata di Torino, alla Madonna della Guardia di Genova? Se la devozione mariana è così diffusa nell’islam, è possibile, con la grazia di Dio, che il luogo d’incontro fra i credenti delle due religioni sia proprio la casa della Vergine Maria.