|
(papato5 aprile 2005) da Avvenire Oggi si tende a pensare che in questo periodo di crisi
della fede dobbiamo anzitutto rievangelizzare il nostro popolo, per cui le
Chiese tendono a chiudersi. Portare Cristo fino agli estremi confini della terra
ci pare, nella nostra povertà spirituale, un’ipotesi azzardata, sconsiderata.
Quante volte si sente dire: “Stiamo perdendo noi la fede in Gesù Cristo, come
possiamo annunziarla e testimoniarla ad altri?”. Ebbene, anche qui Giovanni
Paolo II va contro corrente. Scrive che la “Redemptoris Missio” (1990) “ha
una finalità interna: il rinnovamento della fede e della vita cristiana. La
missione infatti rinnova la Chiesa, rinvigorisce la fede e l’identità
cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza
donandola! La nuova evangelizzazione dei popoli cristiani troverà ispirazione e
sostegno nell’impegno per la missione universale” (n. 2). Diceva a tutte le
Chiese: uscite da voi stesse, appassionatevi ai popoli che non hanno ricevuto la
fede, così la vostra fede si rinvigorisce e sarete missionari presso il vostro
stesso popolo. Sempre diceva questo, soprattutto visitando le “giovani
Chiese”. Mons. Fernando Capalla, presidente della Conferenza episcopale
filippina, ha dichiarato (Asia News, 7 aprile): “l’eredità più
importante” che Giovanni Paolo II lascia alla Chiesa filippina “è
l’obbligo di condividere Cristo con gli altri paesi asiatici”. Nelle
Filippine i cattolici sono circa l’84% dei 72 milioni di abitanti, mancano di
sacerdoti e religiosi (ne chiedono all’estero), sono minacciati da un islam
aggressivo (5%), dalla Chiesa filippina indipendente nata dal tronco cattolico
(6%) e dalle varie Chiese e sette protestanti (4%); inoltre, come sappiamo, il
paese è tormentato da due guerriglie (islamica e maoista) e da gravissimi
problemi sociali. Eppure il Papa è andato due volte nelle Filippine (1881 e
1995) e sempre ha posto l’accento sulla priorità di essere una Chiesa
missionaria! Lo stesso ha fatto quando è andato in America Latina. Ricordo bene
i discorsi introduttivi alle due assemblee continentali di Puebla (1979) e Santo
Domingo (1992) dei vescovi latino-americani (Celam): l’America Latina deve
diventare missionaria. |