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(Vietnam10 – 21
febbraio 2006) da Avvenire
Intendo dire che, alla luce
della nuova coscienza sull’inutilità e dannosità delle guerre e della
violenza per ottenere la “liberazione” dei popoli, non è male, ricercando
la verità storica sulla guerra del Vietnam (ben diversa da quella che allora
era vulgata comune), operare un’opera di “revisione” delle posizioni che
trent’anni fa erano comuni in Italia. In altre parole, l’appoggio del popolo
italiano non contro la guerra, ma contro il governo del sud Vietnam (appoggiato
dagli americani) e a favore di quello del Nord Vietnam (appoggiato da Cina e
Russia), è evidente che ha portato il popolo vietnamita alla dittatura del
Partito comunista, ben peggiore di quella militare precedente; e ha relizzato in
Laos e Cambogia il passaggio da monarchie indigene, feudali e sostenute dagli
Stati Uniti, alla colonizzazione del comunismo vietnamita, sperimentando con i
“Khmer rossi” il peggior genocidio dell’ultimo secolo!
E’ bene ricordare che a quel
tempo “Avvenire” (fino al 1968 “L’Italia”), è stato l’unico
quotidiano a documentare, con corrispondenze dal Vietnam, che i supposti
“liberatori” erano nuovi e peggiori oppressori. Questo si poteva già
conoscere nel programma dei liberatori e visitando le regioni “liberate” da
vietcong e forze armate nord-vietnamite, da cui il popolo fuggiva in massa a
rischio della vita (dopo il 1975 un milione e più di “boat people”). Ma i
giornalisti italiani non si sognavano nemmeno di sobbarcarsi a viaggi pericolosi
per andare in quei luoghi, anche perché, come mi diceva un collega a Saigon nel
1973: “Se anche vedessi che le cose stanno come tu dici, sul mio giornale,
laico e in genere anti-comunista, non potrei scriverlo”. |