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(vietnam8 aprile 2005) da Avvenire
Scrivo solo per ricordare che negli anni sessanta e settanta
il quotidiano cattolico “Avvenire” (fino al 1968 “L’Italia”), non ha
seguito la moda ideologica corrente: ha spesso documentato, con corrispondenze
dal Vietnam, che i supposti “liberatori” erano nuovi e peggiori oppressori.
E questo si poteva già conoscere (oltre che nel programma dei liberatori) nelle
regioni “liberate” da vietcong e forze armate nord-vietnamite, da cui il
popolo fuggiva in massa a rischio della vita (dopo il 1975 un milione e più di
“boat people”). Ma la grande maggioranza dei giornalisti non si sognava
nemmeno di sobbarcarsi a viaggi pericolosi per andare in quei luoghi, anche
perché, come mi diceva un collega a Saigon nel 1973: “Se anche vedessi che le
cose stanno come tu dici, sul mio giornale non potrei scriverlo” (un giornale
laico non comunista!).
La lunga guerra del Vietnam
è stata per l’Italia un momento di esaltazione ideologica: manifestazioni,
convegni, articoli, scuole e università, tutto era orientato a sostenere i
“liberatori”, chi diceva il contrario era “un fascista”. Anche in campo
cattolico l’ubriacatura era dominante: a rileggere oggi i ritagli di
settimanali e mensili cattolici, vengono i brividi. Sembrava che il
“socialismo” (cioè il comunismo) fosse “l’unica speranza dei poveri”!
Alcuni degli intervistati dal “Corsera”, pur riconoscendo di aver
sbagliato, portano motivazioni risibili. Erri De Luca ha partecipato a
“un’infinità di manifestazioni” sul Vietnam e dice che “erano giuste. I
vietnamiti hanno conquistato la libertà. Se ora vogliono fare i capitalisti lo
facciano, tutta l’Asia sta diventando capitalista”. Capito? Trent’anni
dopo, col Vietnam schiavizzato da un “Partito comunista” di tipo staliniano,
lo sbaglio è che “i vietnamiti ora vogliono fare i capitalisti”: la libertà
l’hanno già conquistata nel 1975! Ma la perla più grottesca è quella di
Giorgio Bocca: “A trent’anni da allora, il Vietnam che aspira al modello
consumistico dimostra il fallimento universale sia del comunismo che del
cattolicesimo”. Fallimento “universale” del cattolicesimo? E perché mai,
caro Bocca, quando il cristianesimo nel Vietnam “liberato” non solo non
conta nulla, ma è stato ed è ferocemente perseguitato in vescovi, preti e
credenti come “nemico del popolo”. E questi sarebbero gli “opinionisti”
che vanno per la maggiore nei giornali “laici”? |