Bangladesh. Islam moderato – Padre Gheddo su “Avvenire”

islam bangladeshRappresentativo dell’islam bengalese è “Istema” (proclamazione), un movimento tradizionalista, ma spiritualista e non politicizzato. Gli estremisti islamici hanno tentato di tirarlo dalla loro parte, ma i capi non ci vanno. A gennaio Istema ha celebrato il suo ”meeting” annuale, con due-tre milioni di fedeli: arrivano viaggiando anche sui tetti di treni e pullman, per alcuni giorni vivono all’aperto, mangiano quel che si portano dietro o digiunano.

     Ci sono anche casi di intolleranza soprattutto a livello familiare, ma non c’è persecuzione contro i cristiani, anzi ci sono conversioni (poche) dall’islam, come anche di cristiani al Corano. Chi cambia religione va dal giudice e dichiara che lo fa di sua volontà, senza pressione di nessuno: normalmente rompe i rapporti con la sua famiglia, ma non suscita altre gravi reazioni. La buona intesa fra cristiani e musulmani è turbata dall’atteggiamento di chiese o sette pentecostali ed evangelicali (coreane, nigeriane, americane) molto aggressive. Si propongono di convertire, battezzano dopo pochi mesi o anche solo una settimana. Sono conversioni poco seguite, alcuni di questi nuovi cristiani vengono alla Chiesa cattolica, altri tornano all’islam. Ci sono gruppi evangelici che fanno apostolato fra i musulmani in modo islamizzato, i loro abiti e parole sono islamici, presentano un cristianesimo più comprensibile per i musulmani. Alcuni si convertono realmente, fanno il passaggio dall’islam al cristianesimo e non vanno più in moschea; altri si sentono e si dicono cristiani, leggono la Bibbia, vengono in chiesa ma vanno anche alla moschea. Questi musulmani-cristiani, che pare siano fra i 100 e i 200.000.

    Esisteva già a Dacca la Commissione diocesana del dialogo, per celebrazioni ufficiali. Nel 2005 a Dacca è nato un movimento di incontri ecumenici e interreligiosi da tre missionari del Pime, Francesco Rapacioli, Franco Cagnasso ed Enzo Corba e dai Monaci di Taizé. Organizza incontri culturali ai quali partecipano università islamiche, intellettuali e studiosi. Nel 2008 si è discusso, con un centinaio di partecipanti, il tema: ”L’amore per il prossimo nel Corano e nel Vangelo”, quest’anno “La libertà religiosa in Bangladesh”. Un altro incontro all’Università di Dacca (18 aprile) è stato sulla lettera dei 138 rappresentanti islamici a Papa Benedetto Nel novembre 2008 si è celebrato lo “Street Children Festival”, il Festival dei ragazzi di strada, con più di 300 ragazzi e una sessantina di volontari di varie fedi. Ci sono buone speranze che queste e altre iniziative portino frutti di sempre maggiori incontri e comprensione fra i cristiani e le varie religioni.
Piero Gheddo

febbraio 2009 – Avvenire

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