La risposta all’islam aggressivo – Lettera di Padre Gheddo al Corriere della sera (inedito)

Caro Direttore,                       leggo sul Corriere di oggi (14 settembre 2010) l’editoriale “Gli occhi chiusi dell’Occidente” di Angelo Panebianco e lo ringrazio di aver citato un mio recente articolo. Tutto vero quello che lui scrive: noi europei, andando avanti con il cammino attuale di una demografia tutta in negativo, è inevitabile che, fra immigrati e maggiori nascite degli islamici in Europa, saremo sempre più condizionati, nelle leggi e nei costumi, dalla presenza di consistenti minoranze musulmane e forse, Dio non voglia, in un domani non troppo ipotetico, anche maggioritarie. Mi permetto di aggiungere un contributo che ritengo indispensabile alle giuste segnalazioni di Panebianco: fare più figli, leggi giuste e severe, favorire l’islam moderato.

     La risposta va data anzitutto in campo culturale, religioso, identitario. Nel nostro paese (e nell’Europa cristiana)  diminuisce la pratica religiosa e dilaga l’indifferentismo. Il cristianesimo e la Chiesa vengono spesso osteggiati o anche derisi. La Costituzione europea rischiava di essere approvata pur non nominando le “radici cristiane”, senza le quali la nostra cultura e il nostro sviluppo non si capiscono più. Il fatto è che, come popolo, diventiamo sempre più pagani e il vuoto religioso viene  inevitabilmente riempito da altre proposte e forze religiose. Se ci consideriamo un paese, un continente cristiano, dovremmo ritornare alla fede e alla pratica della vita cristiana, che risolverebbe anche il problema delle culle vuote e dei troppi immigrati di cui abbiamo bisogno. Mi chiedo: perché in giornali e telegiornali non si parla, non si discute mai di questo? Siamo nel tempo della secolarizzazione, che significa “Vivere come se Dio non esistesse”. La fede e la vita religiosa sono confinate nel privato,  ai margini della vita, come un qualcosa di superfluo, Ma Dio esiste e non ci sono popoli atei. L’islam presenta popoli credenti con una forte identità religiosa. L’Europa come si presenta al mondo esterno?

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      Nel 2004 ho visitato, invitato dal vescovo di Kota Kinabalu,  la Malesia e il Borneo malese. L’arcivescovo della capitale Kuala Lumpur mi mostrava l’editoriale del massimo quotidiano locale in inglese (“The Star – The People’s Paper”) che scriveva: “L’Occidente cristiano è ricco, benestante, istruito, democratico, militarmente potente, ma vuoto di ideali e di figli perchè senza Dio. L’islam ha un compito storico: riportare l’Europa a Dio”.  Sono concetti che ho sentito spesso ripetere sulla stampa e negli stessi testi scolastici per i giovani in Bangladesh, Malesia, Indonesia, Pakistan e altri paesi islamici. Cioè è una visione dell’Europa  molto diffusa tra i popoli islamici (e che la cultura locale proclama a piena voce). Perché non se ne parla e non se ne discute mai?

                                                                                      Piero Gheddo

Lettera di Padre Gheddo al Corriere (inedito del 2010)

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