Lettera ai monasteri d’Italia – 1997

clau4Alle carissime Sorelle dei Monasteri di Clausura italiani – Loro Sedi Milano, 3 aprile 1997

Gent.me e carissime Sorelle,

eccomi a voi per accompagnare con questa lettera l’omaggio del volume: “Missionario. Un pensiero al giorno” (Piemme 1997, pagg. 650), che porta la prefazione di Indro Montanelli. Credo e spero che questo volume vi piacerà in modo particolare: sono 360 pensieri spirituali e racconti missionari, uno per ogni giorno dell’anno, che trasmetto da due anni alle radio cattoliche del “Circuito Marconi”. Il volume è massiccio, ma costa poco (solo 30.000 lire per 650 pagine!) quindi è anche un buon regalo che potete consigliare ai vostri parenti ed amici.

Vi scrivo per ringraziarvi ancora una volta dell’affetto che avete per i missionari e le missionarie e delle preghiere che fate per loro e per le giovani Chiese di missione. E naturalmente anche per me! Non cesserò mai di dirvi “grazie” perchè ad ogni viaggio che faccio di visita alle missioni tocco con mano la potenza dello Spirito e mi rendo conto di come noi lavoriamo molto, ma è solo la grazia di Dio che tocca e converte i cuori!

Nel febbraio e marzo scorsi sono stato in Guinea-Bissau per visitare i missionari del Pime e le missionarie dell’Immacolata, che celebrano i 50 anni di presenza in quel piccolo paese africano (ex-colonia portoghese). Sorelle, ho visto nascere la Chiesa come negli Atti degli Apostoli. Che bello! L’annunzio di Cristo e la grazia della conversione cambiano i cuori, le menti, le abitudini, le culture e rendono l’uomo più buono, più sereno, più impegnato nel lavoro, più rispettoso degli altri… In una parola, rendono l’uomo più uomo e la donna più donna!

Ho trovato casi di vero martirio per la fede, che non giungeranno mai sulle prime pagine dei giornali. Nella missione di Suzana, fra la tribù dei Felupe, il p. Giuseppe Fumagalli mi raccontava che il villaggio di Santa Maria, accanto alla sede centrale della missione, è nato una ventina di anni fa per accogliere i cristiani costretti a fuggire dai loro villaggi. Ancor oggi, chi si fa cristiano ha vita dura: viene battuto, gli portano via la terra (la proprietà è comunitaria), qualche volta è ucciso o avvelenato. Ma l’atmosfera va migliorando perchè la missione aiuta tutti con le scuole, l’assistenza sanitaria, la promozione femminile e in tanti altri modi; i cristiani attirano simpatia e riconoscenza perchè sono i più disponibili ad aiutare i poveri ed al servizio del bene pubblico (la missione ha costruito anche un ponte!).

E poi, lasciatemi dire che mi consola vedere l’opera di Dio nel mio piccolo Istituto, il Pime. Il 26 maggio 1996 è morto il padre Leopoldo Pastori, di Lodi, ordinato sacerdote nel 1969 e partito per la Guinea-Bissau nel 1974. Ha trascorso vent’anni laggiù, non ha costruito nulla, ma ha lasciato una grande fama di spirito di preghiera, di bontà, di santità. Negli ultimi anni, già gravemente ammalato, si era ritirato nel centro di spiritualità di Ndame, appena fuori della capitale Bissau, dove andavano a visitarlo da tutto il paese. Diverse persone, compreso il vescovo, il francescano mons. Settimio Ferrazzetta, mi hanno detto che bisognerebbe scrivere subito una sua breve biografia e tradurla in criolo, come strumento di evangelizzazione in Guinea, dato che era conosciuto e venerato come uomo di Dio anche fra i non cristiani.

Eccovi ora alcune notizie delle due Cause di Canonizzazione di cui sono Postulatore, Marcello Candia e Clemente Vismara. Grazie a Dio vanno avanti molto bene! Ringraziamone assieme il Signore.

1) Con la collaboratrice dott.sa Francesca Consolini, stiamo scrivendo la “Positio” di Marcello Candia e possiamo prevedere di terminare entro il 1988. Il cammino finora è in discesa, ma bisogna pregare molto, per ottenere grazie e, se Dio vuole, un miracolo autentico che aprirebbe le porte alla Beatificazione.

2) Anche la Causa di padre Clemente Vismara procede bene. I due incaricati delle Cause dei Santi della diocesi di Milano, don Ennio Apeciti e don Angelo Amodeo, nel gennaio-febbraio scorsi sono stati in Thailandia e Birmania ed hanno interrogato un centinaio di testimoni, specie nella diocesi di Kengtung in Birmania, dove p. Vismara ha vissuto 65 anni (1923-1988). La visita è andata bene, è risultata evidente la fama di santità che accompagna il ricordo di padre Clemente: “Se ci fosse ancora la procedura medievale – mi ha detto don Apeciti – per la quale i santi venivano dichiarati per devozione e acclamazione di popolo, il padre Vismara potrebbe già essere dichiarato Beato”.

Ho ricevuto tante vostre lettere per il volume “Lettere dall’Amazzonia” di Marcello Candia che vi ho mandato nel dicembre scorso. Vi ringrazio e vorrei rispondere a voi tutte, care sorelle, venire a trovarvi. Molte di voi mi invitano e quando mi capita passo da qualcuno dei vostri conventi, ma sono veramente impossibilitato a rispondere ai vostri graditi inviti. Sappiate però che vi ricordo davvero tanto e appena posso parlo di voi e della vostra grandissima vocazione.

Una sorella mi ha scritto: “Vorremmo sapere qualche notizia del suo nuovo lavoro storico…”. Il 1° maggio 1994 il Superiore generale del Pime, p. Franco Cagnasso, mi ha chiamato a Roma per l’Ufficio storico dell’Istituto, lasciandomi però la residenza e l’ufficio a Milano (con la segretaria suor Franca Nava), per i molti impegni che continuo ad avere nella capitale lombarda (abito un po’ a Milano e un po’ a Roma, oltre ai viaggi in missione).

Dopo 41 anni, è stato duro abbandonare improvvisamente il giornalismo attivo! Ma oggi debbo dire che sono entusiasta del nuovo compito assegnatomi: la storia completa bene la visione giornalistica che avevo delle missioni e del Pime. Ho pubblicato “Missione Brasile” (che vi ho mandato l’anno scorso) e fra qualche mese pubblicherò “Missione Amazzonia” e poi “Missione Bissau”, ambedue sui 50 anni del Pime in questi paesi. Il 28 aprile parto per gli Stati Uniti: anche lì il Pime celebra i suoi 50 anni! Visiterò i nostri in varie parti degli USA e poi nella missione per i cinesi a Toronto in Canadà e nella missione fra gli indios “mixtecos” nel sud del Messico. Come vedete, il lavoro non mi manca e la salute, grazie a Dio e alle vostre preghiere, nemmeno. Prima della fine dell’anno dovrei ancora mandarvi, oltre a “Missione Amazzonia”, un volumetto sulla storia dei 125 anni di “Le Missioni Cattoliche-Mondo e Missione” (1872-1997) e un volume con le lettere di p. Augusto Gianola che suor Franca sta mettendo al computer. Chissà se avete il tempo di leggere tutto…

Ancora grazie di tutto. Ricordiamoci nel Signore. Il vostro aff.mo

Padre Piero Gheddo

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Agli ecc.mi Vescovi d’Italia Loro Sedi
Milano, 3 aprile 1997

Stim.mi e carissimi Vescovi italiani,

eccomi a voi per accompagnare l’omaggio del volume: “Missionario. Un pensiero al giorno” (Piemme 1997, pagg. 650), che porta la prefazione di Indro Montanelli. Credo che questo volume vi piacerà in modo particolare (se avrete il tempo almeno di sfogliarlo!): sono 360 pensieri spirituali e racconti missionari, uno per ogni giorno dell’anno, che trasmetto da due anni alle radio cattoliche del “Circuito Marconi”. Il volume è massiccio, ma costa poco (solo 30.000 lire per 650 pagine!) quindi è anche un buon regalo che potete consigliare soprattutto alle persone semplici e in ricerca di una buona parola, ai sacerdoti e ai catechisti come raccolta di esempi e di situazioni missionarie e come esempio di predicazione a partire dai casi della vita.

Nel febbraio e marzo scorsi sono stato in Guinea-Bissau per visitare i missionari del Pime e le missionarie dell’Immacolata, che celebrano i 50 anni di presenza in quel piccolo paese africano (ex-colonia portoghese). Ho visto nascere la Chiesa come negli Atti degli Apostoli. Che bello! L’annunzio di Cristo e la grazia della conversione cambiano i cuori, le menti, le abitudini, le culture e rendono l’uomo più buono, più sereno, più impegnato nel lavoro, più rispettoso degli altri… In una parola, rendono l’uomo più uomo e la donna più donna!

Ho trovato casi di vero martirio per la fede, che non giungeranno mai sulle prime pagine dei nostri giornali. Nella missione di Suzana, fra la tribù dei Felupe, il p. Giuseppe Fumagalli mi raccontava che il villaggio di Santa Maria, accanto alla sede centrale della missione, è nato una ventina di anni fa per accogliere i cristiani che erano costretti a fuggire dai loro villaggi. Ancor oggi, chi si fa cristiano ha vita dura: viene battuto, gli portano via la terra (la proprietà è comunitaria), qualche volta è ucciso o avvelenato. Ma l’atmosfera va migliorando perchè la missione aiuta tutti con le scuole, l’assistenza sanitaria, la promozione femminile e in tanti altri modi; i cristiani attirano simpatia e riconoscenza perchè sono i più disponibili ad aiutare i poveri ed al servizio del bene pubblico (la missione ha costruito anche un ponte!).

E poi, lasciatemi dire che mi consola vedere l’opera di Dio nel mio piccolo Istituto, il Pime. Il 26 maggio 1996 è morto il padre Leopoldo Pastori, di Lodi, ordinato sacerdote nel 1969 e partito per la Guinea-Bissau nel 1974. Ha trascorso vent’anni laggiù, non ha costruito nulla, ma ha lasciato una grande fama di spirito di preghiera, di bontà, di santità. Negli ultimi anni, già gravemente ammalato, si era ritirato nel centro di spiritualità di Ndame, appena fuori della capitale Bissau, dove andavano a visitarlo da tutto il paese. Diverse persone, compreso il vescovo, il francescano mons. Settimio Ferrazzetta, mi hanno detto che bisognerebbe scrivere subito una sua breve biografia e tradurla in criolo, come strumento di evangelizzazione in Guinea, dato che era conosciuto e venerato come un uomo di Dio anche fra i non cristiani.

Eccovi ora alcune notizie delle due Cause di Canonizzazione di cui sono Postulatore, Marcello Candia e Clemente Vismara. Grazie a Dio vanno avanti molto bene! Ringraziamone assieme il Signore. Fateli conoscere, cari vescovi italiani, sono santi del nostro tempo (Candia è morto nel 1983, Vismara nel 1988), il nostro popolo si commuove leggendo le loro biografie e lettere, prega, ha dei modelli attuali da imitare. Vi ho già mandato le biografie “Marcello dei Lebbrosi” (De Agostini) e “Marcello Candia manager dei poveri” (Paoline); “Prima del Sole” (Emi); e i due volumi “Lettere dall’Amazzonia” e “Lettere dalla Birmania” (San Paolo).

1) Con la collaboratrice dott.sa Francesca Consolini, stiamo scrivendo la “Positio” di Marcello Candia e possiamo prevedere di terminare entro il 1988. Il cammino finora è in discesa, ma bisogna pregare molto, per ottenere grazie e, se Dio vuole, un miracolo autentico che aprirebbe le porte alla Beatificazione.

2) Anche la Causa di padre Clemente Vismara procede bene. I due incaricati delle Cause dei Santi della diocesi di Milano, don Ennio Apeciti e don Angelo Amodeo, nel gennaio-febbraio scorsi sono stati in Thailandia e Birmania ed hanno interrogato un centinaio di testimoni, specie nella diocesi di Kengtung in Birmania, dove p. Vismara ha vissuto 65 anni (1923-1988). La visita è andata molto bene, è risultata evidente la fama di santità che accompagna il ricordo di padre Clemente: “Se ci fosse ancora la procedura medievale – mi ha detto don Apeciti – per la quale i santi venivano dichiarati per devozione e acclamazione di popolo, il padre Vismara potrebbe già essere dichiarato Beato”.

Il 1° maggio 1994 il Superiore generale del Pime, p. Franco Cagnasso, mi ha chiamato a Roma per l’Ufficio storico dell’Istituto, lasciandomi però la residenza e l’ufficio a Milano (con la segretaria suor Franca Nava), per i molti impegni che continuo ad avere nella capitale lombarda (abito un po’ a Milano e un po’ a Roma, oltre ai viaggi in missione).

Dopo 41 anni, è stato duro abbandonare improvvisamente il giornalismo attivo! Ma oggi debbo dire che sono entusiasta del nuovo compito assegnatomi: la storia completa bene la visione giornalistica che avevo delle missioni e del Pime. Ho pubblicato “Missione Brasile” (che vi ho mandato l’anno scorso) e fra qualche mese vi manderò “Missione Amazzonia” e poi “Missione Bissau”, ambedue sui 50 anni del Pime in questi paesi. Il 28 aprile parto per gli Stati Uniti: anche lì il Pime celebra i suoi 50 anni! Visiterò i nostri in varie parti degli USA e poi nella missione per i cinesi a Toronto in Canadà e nella missione fra gli indios “mixtecos” nel sud del Messico. Come vedete, il lavoro non mi manca e la salute, grazie a Dio e alle vostre benedizioni, nemmeno.

Grazie di cuore per tutto quel che fate per la Chiesa. Vi ricordo nella S. Messa e vi chiedo una benedizione non solo per il mio piccolo lavoro, ma per tutti i missionari e le missionarie.

Vi saluta nel Signore il vostro aff.mo

Padre Piero Gheddo

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