Lettera ai monasteri d’Italia (Aprile 2007)

ent.me Sorelle dei 545
Monasteri di Clausura in Italia Milano, 20 aprile 2007

Carissime Sorelle di clausura,
come state? Tutte bene spero, nella grazia e nell’amore del Signore Gesù non si può che stare bene: anche se qualche sofferenza la sentiamo tutti e tutte, ma voglio dire star bene di animo, di cuore, di testa, essere su di giro, come si dice. Capita anche a me di essere stanco e un po’ scoraggiato, abbattuto, ma poi penso e dico a me stesso: ”Piero, pensa a quante suore pregano per i missionari e per te” e mi sento rinfrancato! Grazie delle vostre preghiere, vi porto le cuore: ci vogliamo bene e vi sento vicine. Sapeste quante volte ringrazio il Signore e la Madonna perché una trentina di anni fa ho avuto l’ispirazione dello Spirito di scrivervi e mandarvi i miei libri. Credetemi, le vostre preghiere le sento, non esagero: pur avendo momenti di stanchezza, mi ritrovo sempre lo stesso entusiasmo per Gesù, la Chiesa, la missione, i popoli lontani e per voi tutte! Ogni tanto immagino di incontrarci tutti e tutte là nei pascoli eterni del Cielo: che festa, che gioia conoscerci di persona, quanti baci e abbracci, quante cose avremo da raccontarci! Sto diventando vecchio: ho compiuto i 78 anni il 10 marzo scorso e pensieri come questo mi tornano spesso alla mente…. Che sia l’inizio della fine? Lo dico per scherzo, nonostante la fatica che sento molto, ho una buona salute, con qualche “acciacco”, ma tollerabile.
Spero abbiate ricevuto tutte i due volumi “La sfida dell’islam all’Occidente” e “Missione Birmania – I 140 anni del Pime in Myanmar”: quest’ultimo credo sia uno dei più bei libri che ho scritto, non perchè scritto bene (ma quando mai scrivo male?), ma perché l’epopea dei miei confratelli in Birmania ricorda a volte gli Atti degli Apostoli: la presenza dello Spirito Santo si tocca con mano. Leggendo le antiche lettere ingiallite dell’Archivio, non poche volte mi sono messo a piangere di gioia e commozione e ringraziavo il Signore che quelli erano miei confratelli del Pime! Capite? Del mio caro PIME! Spero abbiate il tempo di leggere questi libri che vi possono aiutare a portare anche voi i vostri pesi e sofferenze.
Care Sorelle, questa volta vi scrivo per mandarvi questo DVD, cioè un documentario di un’ora e mezzo di filmato sui miei genitori Rosetta e Giovanni, opera di due registi, marito e moglie, Carlo e Paola De Biase, che hanno lavorato alla RAI e adesso sono in pensione. Il DVD (si vede al computer) è diviso in quattro parti:
1) La breve biografia dei due servi di Dio Rosetta Franzi e Giovanni Gheddo, con loro fotografie, filmati di Tronzano, Crova e Viancino (Vercelli), dove hanno vissuto, testimonianze di alcuni che li hanno conosciuti, la casa in cui vivevamo, le chiese di Tronzano, Crova e Viancino, il cimitero, la tomba.
2) Alcune lettere più significative di mio papà dalla Russia, con forte carica spirituale, lette da un lettore professionista. Scorrono immagini della pianuta vercellese e della campagna di Russia, dov’è rimasto il corpo di papà Giovanni!
3) Testimonianze di coloro che ancora ricordano Rosetta e Giovanni, specialmente la sorella di Rosetta, Emma (morta a 94 anni: pensate, le avevo detto che sarebbero andati a intervistarla per questo DVD e fin che non sono andati è vissuta, poi ha salutato tutti e in meno di re giorni è andata in Paradiso!), Poi parlano due anziane signore di Tronzano e di Crova che ricordano commosse questa giovane sposa morta di parto, e noi due loro figli ancora vivi, Mario e Piero. Ma ce ne sono diverse altre.
4) Interviste a mons. Enrico Masseroni, arcivescovo di Vercelli, che spiega bene perché ha deciso di iniziare questa causa di beatificazione di due sposi dell’Azione cattolica; poi parlano mons. Tonino Guasco, assistente diocesano dell’Azione Cattolica di Vercelli e mons. Francesco Lambiasi assistente nazionale dell’A. C. Infine la postulatrice della causa, dott.sa Francesca Consolini di Milano spiega il percorso di una causa di canonizzazione, in modo chiaro. Non so, care Sorelle, se potrete vedere il DVD al computer o col suo speciale lettore. Ma anche se voi non avete questo mezzo moderno, potete farvelo imprestare da qualche amico.
Sto scrivendo la biografia di mons. Aristide Pirovano (1915-1997), indimenticabile superiore generale del Pime per due mandati (1965-1977), proprio negli anni tremendi della contestazione e della crisi di fede che attraversava tutta la Chiesa e produceva disastri. Il Signore ci ha fatto il dono di un superiore di grande fede e capacità di governo e il Pime è riuscito a superare quel periodo con non molti danni! I suoi amici di Erba (Como) vorrebbero iniziare la causa di beatificazione e mi hanno chiesto la sua biografia per conoscere bene questo personaggio che ha lasciato ricordi di santità ovunque è stato: prima di essere eletto superiore del Pime, ha fondato la diocesi di Macapà nell’Amazzonia brasiliana e ne è stato il primo vescovo.
Questa biografia mi costerà molto lavoro e quindi almeno fino al dicembre prossimo non vi manderò altri miei libri! Aiutatemi con la vostra preghiera.
Vi ringrazio di cuore non solo delle preghiere, ma delle belle lettere che mi scrivete. Cito una delle ultime, dalla Visitazione di Taurianova in provincia di Reggio Calabria: “Il suo entusiasmo missionario ci contagia! Così lei nel deserto della Libia ha sperimentato un poco la nostra vocazione! Sì, caro padre, anche noi siamo nel deserto, nell’isolamento, come le perle chiuse nell’ostrica in fondo al mare. Perle che si formano attorno al nucleo centrale del granellino di sabbia della nostra fragile umanità e che il Signore un giorno porterà alla luce incastonandole nel Suo trono, per la Sua gloria”. Che bella immagine! Grazie sorelle, espressioni simili ne leggo tante nelle vostre lettere: senza entusiasmo e senza gioia, la fede rischia di essere solo una credenza intellettuale, non diventa amore e passione. Ma voi queste cose le sapete meglio di me! Mi sento parte anch’io della vostra grande famiglia di contemplative.
La causa di mamma Rosetta e papà Giovanni va avanti bene, grazie a Dio. A maggio o inizio giugno dovrebbe svolgersi a Vercelli la cerimonia di chiusura del processo informativo diocesano, ma purtroppo non si sa ancora la data precisa. Vi chiedo un favore, oltre alla preghiera: se conoscete famiglie di amici che sono interessati a Rosetta e Giovanni, mandatemi i loro indirizzi postali e riceveranno in omaggio il bollettino di cui avete ricevuto il primo fascicolo. Per me è importante, perché più aumenta il numero dei fedeli che conoscono i miei genitori, più sono quelli che pregano e ottengono grazie, più la causa di beatificazione procede facilmente.
Grazie e Dio vi benedica tutte. Il vostro aff.mo P. Piero Gheddo

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