Lettera ai monasteri d’Italia (Gennaio 2003)

Gent.me Sorelle dei
145 Monasteri di Clausura
Vostre sedi in Italia Milano, 4 gennaio 2003

Carissime Sorelle,
con questa lettera voglio augurarvi un felice Anno Nuovo nel Signore Gesù, anche per rispondere a quelle tra voi che mi hanno scritto per Natale o per il 1° gennaio 2003. Rimaniamo sempre uniti nella preghiera, il più grande regalo che possiamo farci!

In questo momento non ho nessun libro nuovo da mandarvi. Nel corso del 2003 riceverete, a Dio piacendo, la biografia di padre Alfredo Cremonesi (1902-1953), morto martire in Birmania cinquant’anni fa (Editrice Missionaria Italiana, EMI): mi è stato chiesto dalla diocesi di Crema, che vuol ricordare e celebrare questo suo figlio che veniva dal seminario diocesano e poi è diventato missionario del Pime.
Il secondo volume che riceverete nel 2003 l’ho scritto in occasione dei miei 50 anni di sacerdozio: sono stato ordinato dal beato card. Schuster nel Duomo di Milano il 28 giugno 1953. Pensate, in quel giorno eravamo 112 nuovi sacerdoti, di cui 92 della diocesi di Milano! Quando ci siamo incontrati nel 1993 a Rho per i 40 anni di Messa eravamo presenti in 75: è venuto il card. Martini a benedirci ed a festeggiare con noi la ricorrenza.

Il libro l’ho già consegnato all’editrice San Paolo e sarà pronto per inizio giugno. Voglio ringraziarvi di cuore perchè nella mia ultima lettera del settembre 2002 (mandandovi la biografia di padre Carlo Salerio) vi chiedevo una preghiera per riuscire a scrivere, con l’aiuto di Dio, questo libro non facile.
Il suo scopo, concordato con l’editore, è di raccontare come ho visto cambiare la “missione alle genti” nei miei 50 anni di sacerdozio missionario e giornalistico; e quali sono le sue prospettive future. Dovevo evitare due estremi opposti: di eccedere nei ricordi personali e di fare un volume sistematico, quasi una specie di sintesi enciclopedica sulla missione oggi (fondamenti biblico-teologici, organizzazione giuridico-pastorale, problematiche della missione come inculturazione, dialogo, promozione umana, ecc…).

Vi ringrazio delle vostre preghiere, perchè il Signore mi ha veramente aiutato e sono contento del lavoro fatto: spero lo sarete anche voi e tutti i lettori del volume. La prefazione sarà di mons. Renato Corti, vescovo di Novara, già presidente della Commissione missionaria della CEI.

MA VI SCRIVO PER FARVI UNA PROPOSTA

Questa lettera ha uno scopo ben preciso. Sono stato richiamato nella rivista “Mondo e Missione” (della quale sono stato direttore per 35 anni, 1959-1994), per una mia rubrica fissa tutti i mesi e per collaborare anche con articoli. La rubrica sarà nella penultima pagina della rivista e si intitola “Armagheddo”. Titolo che ha solo un significato di richiamo originale e viene dall’Apocalisse (16, 16; 20, 7-10): indica il luogo della battaglia decisiva e finale che si combatterà nell’ultimo giorno tra Dio e i re malvagi (il nome deriva probabilmente dal monte Meghiddo, luogo di grandi battaglie in Palestina).

Vorrei pregarvi di questo: se ricevete già “Mondo e Missione”, siete a posto;
ma se non la ricevete e volete riceverla, vi prego scrivetemi a Milano (Pime, Via Monterosa, 81 – 20149 Milano) e ve la manderò almeno per quest’anno 2003. Poi vedremo.

Scrivetemi a Milano anche se in questi giorni vado a Roma (sto un mese a Milano e uno a Roma, più o meno): come sapete, a Milano ho la segretaria suor Franca Nava (Missionaria dell’Immacolata in Bangladesh e India: siamo assieme da 29 anni!), che fa mettere subito il vostro indirizzo fra quelli a cui mandare tutti i mesi la rivista. Quindi scrivete entro gennaio, non aspettate troppo!

Vi ringrazio se mi scrivete, perchè così avremo un altro modo di rimanere in contatto. Naturalmente la rivista vale molto di più della mia rubrica. Posso dirvi, con tutta sincerità, che nel panorama delle riviste missionarie italiane è forse la più completa (il nostro panorama è tutto il mondo) ed anche quella che, secondo il mio parere, ha saputo mantenere una linea di fedeltà alle indicazioni del Concilio e dei Papi sulla “missione alle genti”. Per questo “Mondo e Missione” è organo della Pontificia unione missionaria del clero e dei religiosi, una delle quattro Pontificie opere missionarie, fondata dal beato padre Paolo Manna nel 1917.

Carissime sorelle, il mio cuore è pieno di riconoscenza per voi tutte, per la testimonianza che date di preghiera, di contemplazione, di tensione verso la santità. So che pregate per i missionari e tutte le volte che li visito trasmetto a loro la vostra attenzione, l’affetto e la preghiera. Nel febbraio prossimo andrò in Indonesia a visitare i missionari saveriani italiani: li raccomando alle vostre preghiere. Poi vi farò sapere com’è andato il viaggio.
La mia salute è buona e ne ringrazio il Signore. Mi pare quasi di star meglio adesso che quando avevo 40-50 anni: l’unico inconveniente è che diminuiscono le forze e ci si stanca più facilmente. Ma dobbiamo accettare con umiltà e pazienza gli inconvenienti di diventare vecchi; anche se, come scriveva padre Clemente Vismara, chi lavora per gli altri Gesù non diventa mai vecchio, non va mai in pensione! L’importante è spendere le forze che Dio ci concede per il Signore Gesù e la sua Chiesa in tutto il mondo.

Ciao a tutte e a risentirci. Pregate per me e per i missionari e io vi ricordo sempre con affetto al Signore. Scrivete subito a suor Franca per ricevere “Mondo e Missione” in omaggio. Il vostro fratello missionario

padre Piero Gheddo,
missionario del Pime, Milano – Roma

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