Lettera ai monasteri d’Italia (Maggio 1999)

Alle gentili Sorelle dei
Monasteri di Clausura in Italia
Loro Sedi Milano 1° maggio 1999

Carissime Sorelle dei 550 Monasteri di Clausura in Italia,

eccomi ancora a voi per mandarvi i due ultimi libri: “Missione America – I 50 anni del Pime negli Stati Uniti, Canadà e Messico” (Emi) e “La tentazione di credere” (Piemme), che ho scritto col giornalista Paolo Grieco (prefazione di Carlo Bo).

Come state? Sempre bene spero: se noi siamo col Signore, il Signore è con noi e questo ci basta. Vi ringrazio delle lettere che mi scrivete, oltre che delle preghiere. Non sempre riesco a rispondere (se c’è il telefono a volte telefono!), ma ricevere posta da voi mi fa sentire vicino a tutte…
Sto leggendo in questo periodo, per meditare un po’ al mattino, il volume “Gli Scritti” di S. Teresa di Gesù Bambino (V° edizione, Postulazione dei Carmelitani, Roma 1995, pagg. 971). Un libro meraviglioso, che mi riempie il cuore di consolazione e mi lascia una visione della vita e delle cose a partire da Dio. Ho sottolineato e trascritto le frasi che voglio ricordare anche per la mia predicazione e apostolato nei mass media. Eccone alcune scelte a caso fra tante:
“Quanto è buono il Signore! Come proporziona le prove alle forze che ci dà!” (pag. 91).
“Gesù fece di me un pescatore di uomini, io sentii un desiderio grande di lavorare alla conversione dei peccatori… Sentii che la carità mi entrava nel cuore, col bisogno di dimenticare me stessa per far piacere agli altri, e da allora fui felice!” (pag. 139).
“Colui il cui Regno non è di questo mondo mi mostrò che la saggezza vera consiste nel voler essere ignorati e considerati nulla e nel porre la propria gioia nel disprezzo di sè” (197).
“Più si va avanti in quel cammino, più ci crediamo lontani dalla meta; così ora mi rassegno a vedermi imperfetta e trovo in ciò la mia gioia” (203).
“Facevo anche veri sforzi per non giustificarmi, cosa che mi pareva ben difficile” (204).
“Mettere il mio amor proprio nel posto che gli spetta, cioè sotto i piedi” (205).
“Ora non ho più alcun desiderio, se non quello di amare Gesù alla follia” (221).

Care sorelle, scusatemi queste citazioni che si riferiscono al primo periodo della vita in convento di Santa Teresa del Bambino Gesù (vi era entrata a 15 anni: non è meraviglioso che la grazia di Dio si manifesti in una quasi bambina?). Voi siete già più avanti nel cammino verso il vostro Sposo Divino, ma a me, che vivo nella confusione e distrazione dei molti impegni quotidiani, frasi come queste fanno un gran bene. Ringraziamo il Signore che ci dà sempre il necessario alla vita, sia materiale che spirituale.

Vi ringrazio di cuore perché so (dalle vostre lettere) che pregate anche per le Cause di Canonizzazione di Marcello Candia e di Clemente Vismara e volete avere loro notizie. Di Marcello Candia abbiamo consegnato la “Positio” alla Congregazione dei Santi nel giugno 1998. Non so quando, ma speriamo presto, il Papa firmerà il “Decreto sull’eroicità delle virtù” e Candia diventerà, da “Servo di Dio”, “Venerabile”. Adesso aspettiamo solo il miracolo: lo chiediamo tutti assieme al Signore Gesù!

La Causa di padre Clemente Vismara è stata chiusa, a livello diocesano, il sabato 17 ottobre 1998 ad Agrate Brianza dall’Arcivescovo card. Carlo Maria Martini. Una bellissima festa di cui penso abbiate letto sul bollettino “Padre Clemente racconta”: esce ogni tre mesi e lo mandano in omaggio a tutti i Conventi di Clausura in Italia gli “Amici di Padre Vismara”, parrocchia di Agrate (Milano): se non lo ricevete, scrivete.
Nel novembre 1998 ho consegnato alla Congregazione dei Santi tutto il materiale raccolto dal Tribunale e dalla Postulazione e il 14 gennaio 1999 c’è stata, sempre alla Congregazione, l’apertura ufficiale del processo romano: una semplice e bella cerimonia, di cui ringraziamo il Signore. Pensate, Clemente è morto solo il 15 giugno 1988 e oggi è già nella dirittura finale per essere proclamato Beato. In questi giorni dovrebbero dare il “Decreto di validità” sul lavoro fatto dal Tribunale di Milano, poi faremo la “Positio” (opera della mia collaboratrice dott.sa Francesca Consolini) e se ci sarà un miracolo Clemente sarà Beato.
Qualcuna di voi può pensare: come si fa in fretta a diventare Santi! Già, ma dietro a questo cammino abbastanza rapido della Chiesa, ci sono delle vite totalmente consacrate al Signore e al prossimo. In questi giorni stiamo scrivendo, Giorgio Torelli e io, un altro volume su Marcello Candia (poi ve lo manderò, si capisce): un libro a botta e risposta nel quale ricordiamo episodi dei nostri incontri con Marcello. Ne vien fuori un uomo innamorato di Dio e del prossimo, affascinante. Ma anche un uomo mortificato, umile, dedicato, che viveva solo per la sua missione.
Di Vismara, la mia segretaria suor Franca Nava sta leggendo pagina per pagina i nove grossi volumi (per complessive 3.600 pagine) nei quali la Congregazione dei Santi ha rilegato tutto il materiale raccolto e le deposizioni del Processo diocesano (120 testimoni interrogati sotto giuramento). E trascrive al computer fatti, aneddoti, brani di lettere di Clemente, testimonianze: sono “I fioretti di padre Clemente” che pubblicheremo spero entro il 1999. Anche Clemente è un santo affascinante.

Com’è bella la vita, care sorelle, vissuta col Signore! Ricevo lettere sia per Marcello che per Clemente, di fedeli che pregano e ottengono grazie. Dalla Birmania mons. Than, Vescovo di Kengtung, mi ha mandato la dichiarazione di un medico che chiama “miracolo” il fatto di un orfano (11 anni) che ha battuto la testa cadendo da una pianta ed è rimasto in coma per 4 giorni: quando la superiora dell’orfanotrofio ha iniziato la novena a padre Clemente, dopo alcuni giorni si è risvegliato e sta bene. Ho chiesto al Vescovo della documentazione. Pregate anche voi.
Vi scrivo per confidarvi una mia piccola (piccolissima) pena. Quest’anno sono stato costretto ad abolire ogni viaggio in missione e molti altri impegni per terminare la storia dei 150 anni del Pime e delle sue missioni, che mi preoccupa molto: nel 2000 celebriamo i 150 anni del Pime, fondato nel 1850. Il libro dovrebbe uscire per la fine di quest’anno, ma per vari motivi sono ancora indietro nella sua stesura. Vi chiedo una piccola preghiera anche per questo.
Vi saluto tutte nel Signore e grazie delle preghiere e dell’affetto che avete per il vostro fratello in Cristo
padre Piero Gheddo, missionario del PIME

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