Lettera ai monasteri d’Italia (Ottobre 2003)

Gent.me Sorelle dei
545 Monasteri di Clausura
Vostre sedi in Italia Milano, 5 ottobre 2003

Carissime Sorelle,
prima di presentarvi la biografia del martire padre Alfredo Cremonesi, ucciso in Birmania cinquant’anni fa (1953), desidero ringraziarvi per le molte e gradite preghiere, le bellissime lettere, le care telefonate e i bei doni che mi avete mandato per il 50° della mia ordinazione sacerdotale, il 28 giugno scorso. Nei mesi di giugno e luglio sono stato inondato da tante espressioni di augurio e di affetto che mi giungevano da varie parti (10-15 lettere al giorno in media): le vostre sono state le più preziose. Grazie, grazie! Continuamente ringraziavo il buon Dio e tutte voi, ricambiando con le mie povere preghiere.
Permettetemi di citare tre doni che ho tenuto nel mio studio (a Milano), sul muro davanti a me: una croce di legno fatta a mano e dipinta dalle Carmelitane Scalze di Lucca Monte San Quirico; una icona mariana (stile russo) dipinta delle Clarisse Cappuccine di Genova-Righi; una pergamena con i volti di mio papà e mia mamma, che simpaticamente racconta in breve la mia vita, delle Redentoriste contemplative di Magliano Sabina (Rieti). Accanto a questi doni c’è anche la benedizione papale per i miei 50 anni di sacerdozio firmata dal Papa stesso, ottenuta non so come dagli “Amici di Padre Clemente Vismara” di Agrate (Milano).
Scusatemi, sorelle care, se cito solo questi doni che rappresentano tutte voi. Ma la cosa che più mi è piaciuta dei vostri messaggi sono state le promesse di preghiere. Grazie, sorelle, la preghiera è il dono più prezioso per i missionari e per me. Se io corrispondessi di più alle grazie che voi ottenete per la mia santificazione, a quest’ora dovrei essere quasi un mistico… e invece sono ancora un pover’uomo che arranca per mantenersi in linea… Grazie! Speriamo nell’opera dello Spirito Santo. Anch’io prego perchè voi siate tutte di Gesù.
Sono state settimane di fervido e piacevole lavoro! Mamma mia – mi rivolgevo alla Madonna – aiutami tu a penetrare in tutte queste lettere e corrispondere alle preghiere e all’affetto di tante sorelle sconosciute e amate. Molte di voi mi hanno invitato a venire a trovarvi. Grazie, se Dio vorrà ci vedremo. Dove e quando non lo so (potessi, verrei da tutte!), ma certamente in Paradiso, nelle verdi praterie del Cielo. Che begli incontri, carissime sorelle, quanti abbracci e quante cose interessanti ci racconteremo. Sono convinto che ci faremo anche delle grandi risate a rivivere le nostre avventure terrene e quanto il Signore ci ha voluto bene. Mi raccomando, andateci tutte (in Paradiso) e chi arriva prima tiri su tutte le altre, anzi, non dimenticatevi del sottoscritto e della mia segretaria suor Franca Nava: ha 82 anni (è del 1921), ma lavora ancora con l’entusiasmo di una ragazzina. Anche lei vi ringrazia.
Che grande cosa la fede! Non ci conosciamo di persona, ma il legame di preghiera e di affetto che ci unisce è più forte di qualsiasi parentela e conoscenza terrena: ci sentiamo davvero fratelli e sorelle, con grande consolazione. Nei numerosi incontri, celebrazioni e conferenze di questi ultimi mesi per il 50° di Messa (e non ho finito), terminavo dicendo: “Credetemi, dopo cinquant’anni posso dirlo con sincerità: è bello fare il prete!”. E spiegavo perchè: tocco con mano che la mia vita è illuminata e riscaldata dall’amore di Gesù e che, se annunzio e testimonio Cristo, sono utile a tanti, perchè tutti gli uomini e tutte le donne hanno bisogno di Lui. Quando vedevo in chiesa delle suore, aggiungevo: “E’ bello anche fare la suora”. Una volta, durante la predica, le suore e poi tutta la gente, mi hanno addirittura battuto le mani. Il parroco poi mi dice: “Nella mia chiesa è la prima volta che battono le mani durante l’omelia!”.
Mesi fa ho telefonato alla Priora delle Carmelitane di Bari, che mi ha mandato il libro “Lettere” di suor Elia di San Clemente.
Ringrazio delle preghiere per i missionari e la madre mi dice: “Padre, i suoi libri e le sue lettere ci toccano il cuore. Siamo innamorate di Gesù e dei missionari… Mi alzo alle quattro e mezzo per una preghiera personale, una meditazione e adorazione che mi fanno innamorare di Gesù. Padre, sono tanto innamorata di Gesù che a volte mi metto a piangere solo pensando a Lui…”. Ecco il “dono delle lacrime” che dobbiamo chiedere allo Spirito. Quante belle testimonianze ricevo da tutte voi, carissime sorelle! Se non ci commuoviamo pensando e pregando Gesù, è difficile testimoniare l’amore di Dio agli uomini.
Ecco quel che voglio dirvi: siamo entusiasti della nostra vocazione, chiediamo al Signore di aumentare in noi la gioia e il fervore che avevamo il primo giorno in cui ci siamo consacrati a Gesù. Sperimentiamo e diciamolo a tutti che siamo contenti di fare i preti e le suore! Al termine delle omelie e conferenze aggiungo sempre, rivolgendomi alle famiglie: se il Signore chiama un vostro ragazzo o una vostra ragazza per consacrarsi a Lui, non pensate che vi porti via qualcosa, ma sappiate che vi fa un grande dono, perchè il prete e la suora sono una benedizione per la vostra famiglia!
Due parole su padre Alfredo Cremonesi, di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo del martirio. Questa biografia me l’ha chiesta la diocesi di Crema, dopo aver cercato le lettere del martire ai parenti: ringrazio gli amici cremaschi perchè mi hanno permesso di conoscere un grande missionario del Pime che ignoravo. Vedrete voi stesse, leggendo queste pagine, che si tratta davvero di un uomo che lo Spirito aveva maturato nella santità ben prima che venisse ucciso il 7 febbraio 1953 a Donokù in Birmania: preghiera, amore a Dio e al prossimo più povero, spirito di sacrificio, totale donazione alla missione, umiltà, costanza anche nelle situazioni più demoralizzanti, ecc.
Vi assicuro che, ancora una volta, studiare le lettere di un missionario, la sua vita, le testimonianze su di lui, mi ha fatto del bene, mi ha commosso. Mi sono detto: guarda, Piero, quanti santi sconosciuti ha il Pime! Anche voi, sorelle, avete tante sante e santi nelle vostre congregazioni e famiglie naturali: dobbiamo ricordarli, pregarli, onorarli, imitarli!
Vi chiedo un favore, anzi due: ricordatevi di pregare per i missionari e quando mi scrivete mettetemi sempre il vostro numero di telefono. Non è detto che telefoni sempre, ma_a volte vorrei telefonarvi ed è una disperazione trovare il vostro numero chiedendolo alla società dei telefoni. Carissime sorelle, ricordiamoci e vogliamoci bene nel Signore Gesù, al quale tutti apparteniamo. E’ l’unica ricchezza che abbiamo! Le consolazioni e le proprietà terrene svaniscono, spariscono, alla mia età lo tocco davvero con mano. Solo il Signore Gesù è sempre con noi, se corrispondiamo al suo amore.
Ciao a tutte e arrivederci prima o poi, quando e dove il Signore vorrà. Il vostro aff.mo
padre Piero Gheddo,
missionario del PIME, Milano-Roma

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