Lettera ai monasteri d’Italia (Settembre 2001)

Alla carissime Sorelle dei
550 Monasteri di Clausura d’Italia
Loro Sedi Milano, settembre 2001

Carissime Sorelle in Cristo,
come state? Spero sempre bene e soprattutto, dopo le vacanze estive!, piene di gioia nel Signore. Quando siamo con Gesù e Maria, tutto il resto conta poco. Sapete di quella volta che Giorgio La Pira, giovane professore del tempo fascista, aveva subìto una grave ingiustizia a causa del suo anti-fascismo. Tutti sapevano che aveva vinto il concorso per una cattedra universitaria, ma il suo nome non figurava tra i premiati. Un amico lo incontra e gli chiede come mai è così sorridente dopo l’ingiustizia subìta. La Pira gli risponde: “Cosa vuoi che mi importi… Io so che Cristo è risorto!”.
Sorelle, che grande dono è la fede! Anche nei momenti più difficili e dolorosi, ci dà la certezza dell’amore di Dio in noi. Signore, aumenta la nostra fede! Eccomi ancora a voi per l’invio di due volumi dell’Ufficio storico del Pime che dirigo dal 1994:
1) la biografia di mons. Angelo Ramazzotti (1800-1861), vescovo di Pavia e patriarca di Venezia, la cui Causa di Canonizzazione sta terminando. L’ha scritta il caro amico Angelo Montonati, giornalista di “Famiglia cristiana” ed esperto di biografie di santi. Merita di essere letta: Ramazzotti è stato uno dei più grandi vescovi italiani del periodo precedente all’unità d’Italia ed ha fondato il Pime il 31 luglio 1850 nella sua casa di famiglia a Saronno (Milano). Pregate questo nostro Fondatore e se ottenete qualche grazia per sua intercessione scrivetemi, le vostre testimonianze sono utili alla sua beatificazione (se volete altre immagini, chiedetemele).
2) La biografia di p. Paolo Manna (1872-1952), fondatore della “Pontificia Unione missionaria del clero e dei religiosi e religiose”, che verrà beatificato da Giovanni Paolo II il 4 novembre 2001. Questa l’ho scritta io e scrivendola mi sono commosso parecchie volte: Manna è davvero un santo e nella sua vita ci sono tanti esempi edificanti. Giovanni XXIII l’aveva definito “Il Cristoforo Colombo della cooperazione missionaria”.

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Nel gennaio-febbraio scorsi sono andato in Brasile per celebrare con i miei confratelli i 150 anni del Pime. Era l’11° volta che andavo in Brasile e ho visto quel grande paese migliorato. Sono sempre più convinto che quando c’è la pace, la libertà e il sistema democratico (pur con tutte le tensioni politiche e sociali), il progresso economico-sociale è quasi inevitabile. La vera tragedia è dove c’è la guerra o la dittatura!
Un esempio che ho visto bene è quello dei “meninos da rua”, bambini o ragazzi senza casa e senza famiglia, che vivono letteralmente sulle strade: sono ancora migliaia, ma è un fenomeno in diminuzione, anche perchè il governo si muove e, con la Chiesa e le molte iniziative laiche, qualcosa si fa; ma soprattutto perchè il progresso stabilizza le famiglie, riducendo le fasce dei diseredati nullatenenti, che però sono ancora tanti: basta visitare le “favelas” nella sterminata “grande San Paolo” (ormai 18-20 milioni di abitanti!). Mi sono interessato specialmente di padre Maurilio Maritano di Torino, fratello del vescovo di Macapà dom José (1915-1992): a San Paolo si dedica da una decina d’anni a questi meninos da rua, ha fondato due case di accoglienza e un centro sociale. Ospita un centinaio di ragazzi e ragazze.
Carissime sorelle, quando riceverete questa lettera io sarò in Bangladesh. Parto il 2 settembre e ritorno a Roma a fine mese e all’inizio di ottobre sono a Milano per il mese missionario. Celebriamo i 150 anni del Pime in un incontro a Dacca (19-22 settembre) con i missionari dell’Istituto e le missionarie dell’Immacolata (le suore del Pime). Vi chiedo una preghiera per i missionari, le suore e i loro cristiani, che vivono in una situazione non facile: il paese è molto povero e quasi totalmente musulmano; non c’è però alcuna persecuzione religiosa e i missionari possono entrare. Il nostro superiore generale p. Franco Cagnasso, scaduto nel giugno scorso dopo 18 anni di direzione generale (6 come vicario di p. Fernando Galbiati, 1983-1989, e 12 come superiore, 1989-2001), ha chiesto e ottenuto di ritornare in Bangladesh come semplice missionario. Ha quasi 60 anni e dà in tal modo un bell’esempio di fedeltà alla vocazione missionaria.
Il nuovo superiore generale, p. Giovanni Battista Zanchi, di Crema, è stato anche lui in Bangladesh ed era vicario di p. Cagnasso. Vi ringrazio, care sorelle, per le preghiere che avete fatto per la nostra XII Assemblea generale e vi prego di continuare a pregare anche per padre Zanchi e la sua nuova direzione generale: dirigere un Istituto missionario non è facile, specie il Pime che sta diventando internazionale (dal 1989).
Un’ultima notizia. La congregazione dei santi ha pubblicato la “Positio” di padre Clemente Vismara, biografia documentata del servo di Dio, sulla base del processo informativo diocesano che il card. Carlo Maria Martini ha chiuso ad Agrate il 17 ottobre 1998. Un grosso volume, formato A4, di 620 pagine, opera della dott.sa Francesca Consolini, collaboratrice della Diocesi di Milano per le Cause dei Santi, e rivista dal relatore della Causa (p. Daniel Ols, O.P.) e dal postulatore (p. Piero Gheddo).
Il volume contiene le testimonianze di circa 130 testimoni che hanno conosciuto Vismara e rispondono alle domande del tribunale diocesano; i documenti più interessanti sul servo di Dio; la ricostruzione documentata e la cronologia della sua vita; la bibliografia completa di Clemente e su Clemente (libri e articoli). L’aspetto più avvincente di questo volume sono, nonostante inevitabili ripetizioni, le testimonianze semplici e profonde dei testimoni birmani, persone modeste che ignorano addirittura la loro data di nascita, ma autentiche e schiette. Ne vien fuori un Clemente inedito. Quante volte, correggendo le bozze della “Positio”, mi son chiesto: “Chissà se la gente che vive accanto a noi ha la stessa impressione che hanno avuto questi birmani col padre Clemente…Eppure anche noi dobbiamo testimoniare la bontà del Padre, l’amore e la generosità di Cristo”… Paolo VI diceva che oggi sono più necessari i testimoni che i maestri e se sono maestri debbono essere anche testimoni.
Carissime sorelle, so che avete letto i due volumi di Clemente Vismara che vi ho spedito in passato: la biografia (“Prima del sole”, Emi) e “Lettere dalla Birmania” (San Paolo). Adesso vi offro la “Positio”: la mando in omaggio a tutti i conventi che me la chiederanno. Scrivetemi a Milano (Via Mosè Bianchi, 94 – 20149), dove ho la mia segretaria suor Franca Nava (anche lei missionaria in Bangladesh). Spero che la leggerete, a poco a poco, e che soprattutto questo bel volumone vi spinga a pregare ed a far pregare Clemente. Sapete che è invocato “protettore dei bambini” e io ricevo parecchie lettere di papà e mamme che ringraziano per grazie ricevute. Vi saluto cordialmente nel Signore e ricordiamoci nella preghiera. Il vostro aff.mo
padre Piero Gheddo

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