Rosetta e Giovanni ci ricordano i nostri genitori – Omelia di Monsignor Masseroni

Per Tronzano questo è un momento importante per la sua storia. Noi sappiamo che la storia non è soltanto da raccontare, ma è soprattutto da vivere. Dobbiamo essere consapevoli di essere coinvolti dentro a questo evento che segna la storia della vostra parrocchia. Allora mi è gradito salutarvi con affetto tutti e in particolare alcune persone. Saluto il vostro parroco don Piero Grasso, saluto il carissimo padre Gheddo, che oggi certamente sta vivendo un momento di commozione oltre che di gratitudine al Signore, saluto mons. Ennio Apeciti di Milano che rappresenterà il vescovo come presidente del tribunale diocesano, saluto tutti i membri del tribunale che non cito per nome, ma che leggerete e conoscerete.

Io credo che in questa comunità di Tronzano si debba vivere un grande momento di riconoscenza al Signore, perché la santità è sempre dono di Dio. Noi oggi guardiamo con grande venerazione, simpatia, affetto a questi due sposi che chiamiamo servi di Dio, Rosetta Franzi e Giovanni Gheddo. Sappiamo che la santità è sempre dono di Dio, per tutti ed è la vocazione universale a cui sono chiamati tutti i battezzati, tutti i cristiani, coloro che attraverso il battesimo sono chiamati a somigliare a Dio Padre. I bambini quando crescono patrizzano o matrizzano. I cristiani sono chiamati a patrizzare. Ecco la santità, come ci ricorda San Paolo: “Al di sopra di tutto” ci sia la carità e la carità è la strada attraverso la quale noi raggiungiamo la vetta della carità che è la santità.

UN AIUTO PER INIZIATIVE MISSIONARIE: il tuo 5 per 1000 può fare molto per gli ultimi, per chi e' sfruttato, per difendere la vita sul tuo 730, modello Unico, scrivi 97610280014

Allora io vorrei, con voi, affidare tre compiti a Rosetta e Giovanni Gheddo.

Anzitutto il compito di ricordarci l’affare degli affari che coinvolge la nostra vita. I santi ci ricordano che siamo in cammino, non soltanto verso la santità e la perfezione, ma in cammino verso l’eterno. I santi ci dicono che la cosa più importante è vivere ogni giorno la consapevolezza di essere al mondo per amare e servire il Signore e per goderlo poi nella vita eterna con tutti i nostri cari.

E poi un secondo compito, un compito di rappresentanza. Quando io penso a Rosetta e Giovanni Gheddo, penso a quella schiera di genitori che sono stati santi, hanno vissuto una vita secondo il Vangelo, una vita eroica che la Chiesa propone a modello e sono presenti nel cuore di Dio e nella nostra memoria. Come non ricordare i nostri genitori, i nostri nonni, il loro esempio, la loro testimonianza, la loro fedeltà al Vangelo, la loro capacità di sacrificio, di dedizione agli altri, per Dio e per il prossimo, di perdono, di comprensione. Ai coniugi Gheddo affido questo compito di rappresentare quella schiera di genitori che sono i nostri parenti, i nostri genitori che sono entrati nella nostra vita personale. In papà Gheddo vedo mio padre, nella signora Gheddo vedo mia madre, figure che sono incise profondamente nel nostro cuore.

E poi vorrei affidare ai coniugi Gheddo un terzo compito, l’intercessione presso Dio. Questi servi di Dio, questi santi di casa nostra sono persone che presso Dio possono pregare per noi, intercedere per noi. E’ qui presente il presidente dell’Ufficio Famiglia diocesano, mons. Tonino Guasco. Ecco, noi l’anno prossimo dedicheremo un anno in modo particolare alla famiglia. Io vorrei affidare ai coniugi Gheddo questo compito di intercedere per le famiglie delle nostre comunità, della nostra Chiesa eusebiana. Lo sappiamo bene che oggi la famiglia è nell’occhio del ciclone. Sappiamo bene i disagi, le fatiche, le difficoltà che stanno vivendo le nostre famiglie, dentro una cultura che è avversa, è contraria, che ironizza di fronte al progetto di Dio sulla famiglia stessa.

Noi vogliamo chiedere a Dio, per intercessione di Rosetta e Giovanni, che ci aiuti nel nostro anno pastorale per farci compagni di viaggio delle nostre famiglie, affinché siano capaci di essere segno del disegno di amore affidato a loro.

Quindi vorrei davvero affidare a questi coniugi santi, servi di Dio, questi compiti molto importanti: il compito di ricordarci di essere memoria che nella nostra vita camminiamo verso l’esterno; il compito della rappresentanze e della intercessione.

Invito questa comunità, come ha detto il parroco don Piero, di essere consapevole di questa fortuna, di questo dono. Una comunità fortunata: avete don Giacomo Abbondo (parroco servo di Dio di Tronzano, n.d.r.) che vi sprona, ci stimola a svegliarci dalle nostre mediocrità. E con don Abbondo ecco questi due sposi e genitori che ci invitano a guardare al futuro verso i grandi valori del Vangelo, accogliendo i quali noi possiamo sperare per noi e per le nostre famiglie.

Omelia di Monsignor Masseroni nella cerimonia per l’inizio della causa di canonizzazione di Rosetta e Giovanni Gheddo, Tronzano (VC), 18-II-2006

SOSTIENI INIZIATIVE MISSIONARIE! con il tuo 5 per 1000 è semplice ed utilissimo. Sul tuo 730, modello Unico, scrivi 97610280014

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*