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IL VANGELO DELLE 7.18
libro di Piero Gheddo Lasciate che mi presenti, sono padre Piero Gheddo,
missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) di Milano e
sono stato invitato da Radio 2 a dettare questo pensiero religioso del
mattino per i prossimi tre mesi: da ottobre a fine dicembre. Lasciate che
mi presenti, perché in queste brevi conversazioni voglio partire sempre
da esperienze personali, da fatti vissuti nella mia vita di missionario,
per ricavarne un pensiero di ottimismo, di gioia, di fede che serva a
ciascuno di noi per tutta la giornata. Ho perso la mamma che avevo solo cinque anni e il papà, geometra e capitano d'artiglieria della divisione Cosseria, è uno dei 100 000 italiani che non sono più tornati dalla guerra in Russia. Gli hanno poi dato una medaglia al valor militare, ma la sua scomparsa mi ha fatto capire fin da ragazzo la disumanità della guerra. Con i miei due fratelli, sindacalisti della Cisl (Franco è stato segretario generale della Cisl a Torino per lunghi anni, Mario rappresentante Cisl alla Fiat), siamo stati educati dalla nonna e dalla zia paterna, in una grande famiglia in cui ci si vuole bene. Debbo dire che il Signore ci ha aiutati tanto: siamo cresciuti circondati dall'affetto di parenti e amici, con la gioia nel cuore, pur nella povertà e nel sacrificio. La nostra condizione di orfani in giovanissima età non ha inciso negativamente nella nostra vita. Fin da ragazzo ho sempre avuto la vocazione missionaria. Nei
liquidi orizzonti delle risaie vercellesi, leggendo Salgari e Verne, sognavo
l'India, l'Africa; vedevo i filari di pioppi e mi immaginavo le palme
dell'equatore. La fede mi dava un senso avventuroso della vita, un cammino verso
il mistero, appassionante come l'esplorazione di terre nuove. Faccio anche il prete, naturalmente. Quando sono a Milano vado
tutte le mattine ad aiutare il cappellano di un ospedale (la Clinica Columbus) e
per diversi anni sono andato nelle carceri milanesi di San Vittore. Non siamo mai soli, cari fratelli e sorelle. Dio ci è Padre e ci vuole bene. Vi auguro che questo pensiero vi accompagni per tutta la giornata e che il Signore sia sempre accanto a voi. Domani incomincerò a raccontarvi la storia di uomini e donne che ho incontrato nei vari continenti. Ogni giorno inizierò la mia conversazione con un fatto, un episodio che ho vissuto personalmente, da cui ricavare un pensiero che ci aiuti durante la giornata. Perché so, come diceva un amico giornalista, che all'uomo interessa l'uomo. Non teorie, ma fatti. E di fatti ve ne racconterò tanti. |