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IL VESCOVO PARTIGIANO
di Piero Gheddo
ISBN 978-88-307-
1716-9
– pp. 448
– Anno
2007 – €
16,00 |
INDICE
Il titolo di questa
biografia richiede una spiegazione. “Partigiano” Aristide lo è stato
negli anni dell’ultima guerra mondiale (1943-1945) per salvare dalla
morte ebrei e perseguitati politici, finendo anche nel Carcere di San
Vittore a Milano, bastonato e torturato. Uomo di Dio, era un “ribelle
per amore” dell’uomo, del popolo che vedeva oppresso. Era un militante,
un combattente, contro coloro che ostacolavano la missione che gli era
affidata: prima la fondazione della diocesi di Macapà in Amazzonia
(1948-1965), poi la direzione del Pime (1965-1977) e infine le opere
sociali, sanitarie ed educative di Marituba, il lebbrosario nella
foresta amazzonica che oggi è diventato una città satellite della grande
Belém, grazie anche al lavoro del Servo di Dio dott. Marcello Candia,
che Pirovano stesso aveva portato in Amazzonia.
PREFAZIONE di Roberto Formigoni |
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Don Aristide era un uomo
pratico, realizzatore, di fede semplice e con una forte carica
“anti-intellettuale”, maturata nei lunghi anni d’Amazzonia fra popoli
che allora vivevano all’estremo limite della sopravvivenza.
Nato ad Erba il 22 febbraio 1915, diventa sacerdote nel 1941 e superiore
generale del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) nel 1965.
A 62 anni, prima della partenza per le Filippine, dichiara: “È meglio
spaccarsi la testa nel tentare di imparare lingue impossibili alla mia
età, che disperarsi nel voler convincere certe teste di uomini e preti
come me che non ragionano”. Una biografia avvincente di un uomo che ha
vissuto per l’altro come partigiano da giovane e come missionario per
tutta la vita.
Con 32 pagine di inserto fotografico.
Prefazione di Roberto Formigoni. |
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