RaiDue 1998
Malati
terminali
di P.Piero Gheddo
Gli ospedali hanno oggi un
reparto per "malati terminali". Brutto nome per una realtà umana
drammatica: sono gli ammalati che si considerano inguaribili, spacciati,
parcheggiati in un reparto apposito dove sono in attesa di morire: si cerca di
alleviare le loro sofferenze con calmanti, i parenti vengono a visitarli sempre
meno quanto più dura la degenza e l'attesa del momento finale, i medici li
curano certo con professionalità, ma facendo anche le loro esperienze di nuovi
farmaci, di nuove terapie...
Un signore di una sessantina d'anni, insegnante in un Liceo di Milano, mi
diceva: "In questi giorni il Signore mi concede di vedere tutta la mia vita
come in un film. Soffro, ma sono anocra lucido, non ho altro da fare che pregare
e pensare, aspettando che il tempo passi e che il momento finale si avvicini.
Lei che parla alla radio, lo dica a tutti, come vorrei dirlo io per esperienza
personale: quando vi avvicinate alla fine conta solo il bene che hai fatto, le
persone che hai aiutato, l'amore che hai donato ai tuoi cari. Tanti altri
aspetti della vita scompaiono: la gloria, gli onori, il denaro, i piaceri, le
passioni politiche o sportive, tutto è ridotto a nulla. Ti accorgi che conta
solo Dio e quello che hai fatto per Dio...". |