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RaiDue 1998
- "Sempre più numerosi i
casi di famiglie 'per bene' con il figlio delinquente";
Vi ricordate quando i giornali italiani, solo 10-15 anni fa, erano pieni
di articoli sulla "bomba demografica" e invitavano gli italiani a fare
meno figli? Con una propaganda tambureggiente si è imposta in Italia una
"cultura della denatalità", di cui la "Grande Stampa" si è
fatta banditrice per decenni. Adesso, finalmente, l'Italia è da diversi anni in
"crescita zero" e ci accorgiamo che è tutto sbagliato: ogni italiano
(o italiana) che nasce ha come prospettiva di dover lavorare per assicurare la
pensione a tre anziani... In Italia, nel 1996, sono morte 21.016 persone più di
quelle che sono nate; il nostro paese è aumentato di 127.981 unità rispetto al
1995, ma solo perché sono venuti molti immigrati "terzomondiali" a
riempire i nostri vuoti.
Com'è giusto quel che diceva
Gesù: "Guardatevi dai falsi profeti!" (Matteo, 7, 15). Quelli che
predicavano contro le nascite erano falsi profeti: oggi tutti lo toccano con
mano, anche se nessuno ha l'onestà di dire: "Mi sono sbagliato!".
Quelli che proponevano modelli di una cultura radicale, edonista, permissiva,
trasgressiva, che porta necessariamente all'egoismo e alla denatalità, erano
falsi profeti e adesso si trovano con un pugno di mosche in mano.
Il 10 giugno scorso, il CNR
(Centro nazionale di ricerche) ha pubblicato un rapporto sulla demografia in
Italia, in cui si legge che il nostro paese è all'ultimo posto in Europa per la
natalità: le donne italiane hanno in media 1,2 figli ciascuna, contro 1,7 delle
svedesi, 1,9 delle francesi (e 2,1 delle statunitensi!). Conosciamo tutti coppie giovani e apparentemente "felici", che sulla soglia dei quarant'anni, quando sta finendo il periodo fecondo, si accorgono di non avere figli o che un figlio solo è troppo poco perché non cresce bene. Allora vogliono dare una "sorellina" al bambinetto di cinque anni viziato e prepotente con tutti. E cercano di correre ai ripari. Il CNR afferma che metà degli scarsi bambini italiani nascono da donne fra i 30 e i 40 anni. E conosciamo uomini e donne rampanti (sono i "modelli" proposti dalla televisione, dalla pubblicità, dal cinema, dalla stampa), che hanno puntato tutto sulla carriera, sul denaro e sulle "esperienze" ("parità fra uomini e donne" anche in questo): quando hanno avuto quel che cercavano si trovano con un vuoto dentro, perché alla loro vita manca un figlio... ma è troppo tardi ormai per averne uno naturale.
Sinceramente non capisco perché si continua a discutere sui parametri
economici di Maastricht, quasi che fossero il toccasana per la nostra felicità,
ma pochissimo si parla del come promuovere la sanità e la fecondità della
famiglia, come ridare ai giovani la speranza e l'ottimismo per generare nuovi
figli, come creare una cultura alternativa a quella che sta conducendo il popolo
italiani all'estinzione. |