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RaiDue 1998
Un prete amico, operato alla gola e rimasto senza corde vocali: vado a
trovarlo, prende il suo block notes e mi scrive: "E adesso, debbo fare io
quello che ho sempre detto agli altri di fare". Anche per il prete, che
vive di fede, è difficile vivere di fede, in certe situazioni!
Visito un signore ammalato di cancro, 74 anni, sa che deve morire, i
medici non gli hanno dato speranza. Prega, ma la moglie mi dice che è
angosciato, teso, non sereno, pur essendo un uomo di fede. Parlo con lui e mi
dice: "Padre, adesso che debbo presentarmi a Dio, in questi giorni e notti
di dolore e di insonnia, vengono fuori tutti i peccati della vita passata, gli
sbagli commessi, le ingiustizie che ho fatto, i tradimenti del mio matrimonio...
Non credo di aver peccato più della media, ma adesso capisco il male che ho
fatto, mi pento, mi tormento...".
Gli dico: "Guardi che il nostro passato non deve tormentarci. E' una
tentazione del demonio ritornare sulle colpe passate, ricordare certi fatti,
cercare scuse o giustificazioni, pensare che le cose potevano andare
diversamente... Dio vuole che lei sia sereno, pieno di gioia nel prepararsi a
incontrare il Padre che le vuole bene.
"La sua vita passata, gli sbagli che può aver commesso, come tutti
ne commettiamo, non debbono assolutamente toglierle serenità e sonno, n‚
diminuire il suo amore per il Signore, la sua fiducia nella misericordia di Dio.
Il demonio vuole toglierle la pace del cuore, Dio invece vuole che lei viva in
pace, nonostante i suoi peccati. Ricordare il passato è un errore, una
tentazione: non serve a nulla e le toglie ore preziose che deve dedicare
all'amore di Dio.
"Il nostro passato lo affidiamo alla misericordia di Dio, il futuro
alla sua Provvidenza: solo il presente ci interessa e lo consacriamo all'amore
del Padre".
"Vede, padre, riflettendo e pregando sulla mia malattia, mi pare di
aver scoperto che il Signore mi dà questa sofferenza affinché io possa
testimoniare che la Croce è sì dolore, ma un dolore che salva, che dà la
vita, dà gioia. Io soffro, ma con l'aiuto di Dio sono arrivata a fare amicizia
e ad amare il mio dolore. E' una grazie che ho chiesto e Dio me la concede. Non
vedo più la mia malattia come una maledizione, ma come un amico difficile che
debbo sopportare con pazienza e anche amore". |