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RaiDue 1998 Interessante questa visione che la mamma di tutti gli uomini ha di coloro che non credono in Dio: non è che non credono per un rifiuto intellettuale o perché sono incapaci di comprendere, ma semplicemente perché nella loro vita "ancora non hanno fatto l'esperienza dell'amore di Dio". La fede è sì assenso dell'intelletto a Dio, ma questo assenso viene non da ragionamenti filosofici, sebbene dall'esperienza dell'amore di Dio.
Marcello Candia, in un'intervista a Giorgio Torelli, diceva che la sua
fede era nata dall'amore del papà e della mamma nella prima infanzia: quando
incominciò a capire qualcosa, ebbe subito l'esperienza di questo amore profondo
che lo realizzava, che provvedeva a tutte le sue esigenze e gli riempiva il
cuore di gratitudine e di gioia. Allora, dice Candia, quando ho sentito parlare
dell'amore di Dio avevo già talmente vissuto l'esperienza dell'amore dei miei
genitori, che non ho fatto fatica a credere in Dio ed a capire che il suo amore
era mille volte più forte, più potente, più duraturo dell'amore dei miei
genitori.
Cari amici, pensate cosa vuol dire per un bambino non sperimentare
l'amore dei genitori. Manca nella sua vita l'esperienza fondamentale che lo fa
crescere nei sentimenti e nella fede, che realizza la sua vita, poiché noi ci
realizziamo solo nell'amore, non nell'egoismo, nella freddezza. |