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RaiDue 1998

L'esperienza dell'amore di Dio
di P.Piero Gheddo

In una delle sue apparizioni a Medjugorje, Maria ha detto di pregare per "coloro che ancora non hanno fatto l'esperienza dell'amore di Dio", cioè quelli che noi chiamiamo "i non credenti", gli "atei", parola che significa "senza Dio".

     Interessante questa visione che la mamma di tutti gli uomini ha di coloro che non credono in Dio: non è che non credono per un rifiuto intellettuale o perché sono incapaci di comprendere, ma semplicemente perché nella loro vita "ancora non hanno fatto l'esperienza dell'amore di Dio". La fede è sì assenso dell'intelletto a Dio, ma questo assenso viene non da ragionamenti filosofici, sebbene dall'esperienza dell'amore di Dio.

     Marcello Candia, in un'intervista a Giorgio Torelli, diceva che la sua fede era nata dall'amore del papà e della mamma nella prima infanzia: quando incominciò a capire qualcosa, ebbe subito l'esperienza di questo amore profondo che lo realizzava, che provvedeva a tutte le sue esigenze e gli riempiva il cuore di gratitudine e di gioia. Allora, dice Candia, quando ho sentito parlare dell'amore di Dio avevo già talmente vissuto l'esperienza dell'amore dei miei genitori, che non ho fatto fatica a credere in Dio ed a capire che il suo amore era mille volte più forte, più potente, più duraturo dell'amore dei miei genitori.

    Cari amici, pensate cosa vuol dire per un bambino non sperimentare l'amore dei genitori. Manca nella sua vita l'esperienza fondamentale che lo fa crescere nei sentimenti e nella fede, che realizza la sua vita, poiché noi ci realizziamo solo nell'amore, non nell'egoismo, nella freddezza.