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RaiDue 1998

Convertirci all'austerità di vita
di P.Piero Gheddo

     Convertirci all'austerità di vita. Per essere fratelli dei poveri non basta dare un'elemosina o protestare contro le multinazionali, dobbiamo condividerne in qualche modo la povertà, fare a meno del superfluo ("Contro la fame cambia la vita" è lo slogan del Comitato ecclesiale contro la fame nel mondo"): cambiare il "modello di sviluppo" in cui viviamo, perché ci rendiamo conto che non funziona nemmeno per noi; altro che esportarlo nei paesi poveri! Lo lamentiamo tutti i giorni: mancanza di ideali nei giovani, crollo della natalità, droga, criminalità organizzata in aumento, corruzione dello stato, disaffezione dal lavoro, aumento dei divorzi e delle convivenze senza matrimonio, individualismo e freddezza crescente nei rapporti inter-personali, ecc.

     Perché questa crisi morale, umana, nella nostra civiltà ricca, evoluta e democratica? Perché tanti suicidi di giovani oggi? Perché la nostra è una civiltà materialista: abbiamo tutto, abbondanza di tutto, ma non si sa perché si vive.

     Il rapporto fraterno con il Sud del mondo può far ritrovare soprattutto ai giovani il senso alla vita, l'ideale per cui vivere. Diffondere la cultura della solidarietà e dell'austerità di vita è un dovere di tutti, è un impegno che riguarda la politica, i mass media, la scuola, le Forze Armate, la Chiesa. Fin che stampa e televisioni continuano ad esaltare un "modello di sviluppo" che mira solo al successo e all'avere di più, che rende le persone più chiuse ed egoiste nel godimento del proprio benessere, è assurdo pensare che possiamo essere solidali con i poveri.