|
(febbraio 2006) da
Il Timone - rivista di apologetica
Bello ed esemplare! I cristiani e la stessa Chiesa sono continuamente
invitati all’esame di coscienza, a chiedere perdono, ad essere umili nel
riconoscere le proprie colpe, ritornare continuamente al Vangelo e convertirci
al modello di Gesù. Non sempre lo facciamo, ma l’orientamento c’è ed è
saggio, produce frutti positivi.
Mi chiedo come mai i “laicisti” nostrani, che spesso attaccano
la Chiesa, non chiedono mai perdono dei loro errori a volte madornali. Sono
tanti i miti del nostro tempo che hanno danneggiato la nostra società, per i
quali nessuno ha mai chiesto perdono. Ad esempio il mito dell’”esplosione
demografica”. 30-40 anni fa non si parlava d’altro: bisogna fare meno figli,
la terra scoppia, non ci sono risorse per tutti… Paolo VI (il “Papa
martire” del XX secolo) è stato crocifisso quando nel 1968 ha pubblicato la
“Humanae Vitae” in cui diceva che occorre fidarci della Provvidenza,
osservare la legge naturale sul matrimonio e la natalità, i ricchi debbono
rinunziare a parte del loro benessere per aiutare i poveri… Si è levata
unanime condanna da parte di giornali, intellettuali, professori ed esperti di
problemi demografici, e anche di non pochi cattolici. Un coro di voci contrarie
anche violente, il povero Papa passava per un retrogrado “minus habens”.
Ebbene, oggi l’Onu denunzia che nel mondo, su 170 paesi, ben 67 sono sotto lo
zero demografico! In Italia, se non ci fossero i “terzomondiali” che vengono
ad aiutarci (loro che non hanno accettato la logica della “bomba
demografica”!), dovremmo fare a meno di tantissimi servizi indispensabili, dai
lavori manuali pesanti alle badanti per gli anziani.
Altro mito, nato da una sostanziale avversione al fatto religioso e alla
Chiesa: la morte di Dio. “Dio è morto” si ripeteva continuamente, la
religione e la Chiesa hanno i giorni contati, “il cristianesimo è l’oppio
dei popoli”, l’uomo moderno è maturo per fare a meno delle favole: e molti
ci credevano. Passano pochi decenni e improvvisamente gli illusi che per essere
e sembrare “moderni” e “maturi” sono diventati “atei” o
“laicisti”, si trovano spiazzati non solo dalle folle di fedeli che invadono
i santuari e applaudono i Pontefici, ma da un miliardo e più di musulmani che
sventolano orgogliosamente la bandiera di Dio come segno di reazione
(naturalmente folle e spropositata col terrorismo) al dominio della cultura
occidentale che si presenta senza fede in Dio e senza regole morali. I nostri
laicisti (destra o sinistra non importa) non capiscono che fuori dell’area
cristiana non esistono popoli atei e che per dialogare e intendersi con questa
grande maggioranza dell’umanità dobbiamo ritrovare le nostre radici cristiane
(ma intanto aboliscono il riferimento alle “radici cristiane”
dell’Europa!!).
Altro mito nato e sviluppato in reazione ai Comandamenti e al
cristianesimo: la convinzione largamente diffusa (da intellettuali, opinionisti,
sociologi, partiti politici, stampe e televisioni) che si può fare a meno del
matrimonio tradizionale, qualsiasi forma di convivenza va bene. Questa cultura
ha vinto le sue battaglie (a breve scadenza la trasgressione è sempre
vittoriosa), ma oggi tutti lamentiamo la crisi della famiglia e della natalità,
i molti giovani che non ricevono affetto ed educazione dai genitori e diventano
disadattati: ma nessuno dei “laici” o laicisti” fa marcia indietro, si va
avanti sulla stessa linea.
Il mito dell’ecologismo ha fatto della natura un museo intoccabile, ha
creato un’opinione pubblica pronta alla protesta contro tutto: contro le
gallerie, contro gli inceneritori, contro le nuove strade di rapido scorrimento,
contro i grandi ponti, contro i treni ad alta velocità. Sognano una natura
incontaminata, “la natura innaturale” creata ad immagine della nostra
mitologia (perché non ci teniamo cimici, pulci, pidocchi e scarafaggi?).
L’ultimo mito che sta rapidamente sfiorendo sono i “no
global”, slogan già sbagliato in partenza. Ricordiamo il G8 a Genova nel
2001, quando i no global parevano il movimento rivoluzionario che avrebbe
cambiato la società, il mondo. Oggi non si sentono quasi più, la
globalizzazione appare a tutti un fenomeno storico inevitabile e di per sé non
negativo, come diceva Giovanni Paolo II: “E’ un’occasione di crescita per
l’umanità, dipende da cosa ne faranno gli uomini”.
Potrei andare avanti con i miti del nostro tempo che diventano ideologia,
vengono assolutizzati e si rivelano negativi, anche se nati da motivazioni più
che giuste. Per non parlare dei miti ideologici di origine politica che
tramontano, ma nessuno si pente di aver sostenuto forze che agivano contro
l’uomo. Chi sosteneva i “liberatori” di Vietnam e Cambogia, da quando quei
due paesi sono stati “liberati”, non ne parlano più: si rendono conto, ma
non lo dicono, che i “liberatori” si sono rivelati nuovi e peggiori
oppressori del popolo. Sono passati ad altri “miti” della stessa radice
ideologica (il sandinismo, Fidel Castro e il presidente “rivoluzionario”
venezuelano “Chavez”), fin che durano; addirittura qualcuno ha avuto il
coraggio di dire che la Cina attuale si sviluppa economicamente per merito del
suo riaffermato “comunismo”, quando oggi non esiste paese al mondo che
pratichi un capitalismo così selvaggio come la Cina “comunista”! La verità
non importa, conta solo l’ideologia, il mito!
Chiedo: quando mai i laici (o “laicisti”) chiederanno perdono per
tutte le cantonate che hanno preso negli ultimi decenni? Concludo. Amici, che
grande cosa la fede! Ringraziamo Dio di aver ricevuto questo dono immenso! Noi
tutti siamo uomini piccoli e deboli, gente comune piena di difetti e di peccati.
Ma è bello avere un punto preciso di riferimento, un’ispirazione sicura a cui
attaccarsi, una visione della vita e della storia che non crolla: la Parola di
Dio e il Vangelo trasmessi e interpretati dalla Chiesa! |