HO BISOGNO DI TE... Se puoi fai una piccola donazione per sostenere questo sito e inziative missionarie. Grazie
Clicca qui per Paypal

rosario_itL’estate scorsa mi è capitato di passare due giorni in un paesino collinare con un prete che ha ben cinque piccole parrocchie da servire. Gli chiedo come faccia. Risponde: «Purtroppo non riesco ad andare ogni domenica a celebrare la Messa in tutte, tanto più che il centro principale ha circa 1.500 abitanti e richiede molto lavoro. In due vado tutte le domeniche, nelle più piccole una volta al mese o quando c’è qualche festa. In alcune c’è un responsabile che organizza e i fedeli vanno in chiesa a pregare tutti i giorni o almeno una volta la settimana; in altre poco o nulla: la chiesa è quasi abbandonata».

Alle 18 di un venerdì pomeriggio, l’amico sacerdote mi porta in quella che una volta era una parrocchia con sacerdote residente: c’erano circa 400 abitanti, oggi un’ottantina. La chiesetta è aperta, entriamo. Ci sono 16 persone che recitano il rosario. Alla fine una giovane signora distribuisce la comunione e quando vede noi due preti si ferma, ma il parroco le fa segno di continuare. La ringrazio di quel che fa e il parroco la prega di raccontarmi la sua storia. La signora dice: «Vengo da una famiglia molto religiosa, anche mio marito è credente, questa sera non c’è, ma in genere viene con i due bambini. A casa mia si recitava il rosario tutti i giorni e dopo il matrimonio abbiamo continuato saltuariamente questa bella abitudine. Quando siamo venuti ad abitare qui, quattro anni fa, il parroco mi ha pregato di radunare i credenti per la preghiera quotidiana e sono diventata ministra dell’Eucaristia. All’inizio ho faticato a trovare due o tre persone che si impegnassero a venire, poi il Signore le ha mandate.

 Abbiamo cominciato a venire di pomeriggio in chiesa per il rosario, avvisando tutte le famiglie. Eravamo in tre, quattro, cinque e non veniva nessun altro. Allora suonavamo le due campanelle del nostro campanile; il parroco è venuto a presentare l’iniziativa nella Messa della nostra festa patronale e qualcosa ha cominciato a muoversi».

UN AIUTO PER LE MISSIONI: il tuo 5 per 1000 può fare molto per gli ultimi, per chi e' sfruttato, per difendere la vita sul tuo 730, modello Unico, scrivi 97610280014

Adesso il fatto di suonare le campane ogni giorno e aprire la chiesa dà fastidio a qualcuno? «No, assolutamente no; anzi, debbo dire che alcuni mi hanno ringraziato di aver ripreso questa buona abitudine. Ma anche all’inizio, quando visitavo le famiglie per dire che volevo avviare questo incontro quotidiano, nessuno si è mostrato contrario. Però non venivano. C’è sempre molto da fare e anche le persone anziane, per un motivo o per l’altro, non hanno mai tempo. E poi la televisione è ormai la nostra padrona. All’inizio ero scoraggiata e volevo smettere. Il parroco mi ha incoraggiata, ma adesso sono tutti contenti, anche quelli che vengono poco o quasi mai, perché la preghiera in chiesa è l’unico appuntamento fisso nel nostro paesino, dove non c’è più nulla. Questo ritrovarsi in chiesa fa incontrare la gente e impedisce che ciascuno viva per conto proprio; si parla e nascono altre piccole iniziative: ci sono tante case disabitate, alcuni lavorano o studiano fuori, se non incontri nessuno tutti i giorni diventi un eremita involontario, come si vede in altre situazioni simili alla nostra. Quando non ci sono io a guidare la preghiera, altri mi sostituiscono».

Il parroco poi mi dice: «Vedi, il Papa e il nostro vescovo dicono spesso che l’apostolato oggi debbono farlo i laici, ma non tutti i preti ci credono e si danno da fare per realizzare questo obiettivo indispensabile». Qual è la sua parte in questa chiesetta quasi abbandonata? «In tutte le mie parrocchie ho sempre cercato con insistenza chi potesse prendere l’iniziativa di un incontro di preghiera. Ma è difficile: a volte non trovo nessuno oppure cominciano, poi si scoraggiano e non vanno avanti. Ma dove ho trovato marito e moglie o anche una persona sola convinti, con l’aiuto di Dio sono riusciti a ricreare l’abitudine del rosario quotidiano: non importa se vengono in pochi, l’importante è che tutti sappiano che la chiesa è aperta e si prega. Il parroco dev’essere sempre più il formatore e l’animatore dei laici che vengono in chiesa, affinché diventino a loro volta apostoli. Ci vuole fiducia, ottimismo, speranza, anzi sicurezza che, se noi facciamo la nostra parte, lo Spirito Santo fa la sua e realizza una certa rinascita della vita religiosa e comunitaria. A volte, purtroppo, anche i preti si scoraggiano, cominciano a pensare e a dire che non c’è più niente da fare e lasciano perdere».

Piero Gheddo

febbraio 2007

 

SE TI E' PIACIUTO L'ARTICOLO.... puoi fare una piccola donazione per sostenere questo sito e inziative missionarie. ABBIAMO BISOGNO DI SOSTEGNO
Clicca qui per Paypal

SOSTIENI INIZIATIVE MISSIONARIE! con il tuo 5 per 1000 è semplice ed utilissimo. Sul tuo 730, modello Unico, scrivi 97610280014