La “ricetta” di un vero sviluppo e’ Cristo – Padre Gheddo su “Avvenire”

sviluppodi Maurizio Schoepflin

Piero Gheddo è un cristiano che ha preso molto sul serio l’ammonimento di Gesù: “Sia invece il vostro parlare sì, sì ; no,no; il di più viene dal maligno”. Una riprova lampante è costituita dal suo ultimo libro, scritto con Gerolamo Fazzini, che non lascia adito a dubbi fin dal titolo: “Meno male che Cristo c’è”. Per Gheddo, Cristo è davvero l’unico salvatore del mondo, senza tentennamenti o mezze misure. Il fatto che venga espressa da un missionario fa assumere a questa certezza un valore particolare, perchè è cosa altro modo significativa che un uomo che ha toccato con mano le miserie e i dolori del mondo sia profondamente convinto che soltanto il Vangelo potrà garantire all’umanità un futuro migliore.

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Lasciamo da parte ubriacature e mode ideologiche, nonchè parole d’ordine improntate alla demagogia – ci dice Gheddo – senza Cristo non si va da nessuna parte. Ma per fortuna Cristo c’è, e allora acquistano senso e valore parole come “sviluppo” e “felicità”: Lungi dall’essere un ostacolo sulla via della libertà e della liberazione (come, purtroppo, pensano ancora alcuni irriducibili cristianofobi), il Vangelo può diventare il motore di uno sviluppo autenticamente umano, come la Chiesa non si stanca di proclamare e di testimoniare.

Scrive a questo proposito Gerolamo Fazzini Direttore di “Mondo e Missione”, nell’introduzione “Se si passano in rassegna i fattori dell’ONU indica come cruciali per cambiare le dinamiche di una società, nella direzione del progresso, si troveranno istruzione, sanità, promozione della donna, microcredito… tutti elementi che rappresentano altrettante priorità nell’azione della Chiesa e dei missionari”. Nell’ultimo mezzo secolo, dalla “Popolorum Progressio” alla “Caritas in veritate”, il magistero cattolico non ha mai smesso di indicare le condizioni per dischiudere all’umanità un futuro di pace e prosperità. La prima e irrinunciabile è proprio l’annuncio di Cristo. Laddove viene proclamato il Vangelo i cambiamenti positivi sono evidenti e i popoli ne traggono grandi benefici. Ma Cristo c’è anche per noi che ci crediamo migliori e superiori, per noi che troppo spesso con le nostre incoerenze e i nostri peccati abbiamo tradito la bontà e la bellezza della verità cristiana. L’intervista posta a conclusione del libro non causalmente si intitola “il mea culpa dell’Occidente”. In essa p.Gheddo non esita a denunciare i mali del nostro mondo e a ribadire che la cura è una sola: Gesù Cristo. “Abbiamo creato una civiltà senz’anima; dove ritrovare quest’anima se non tornando al Vangelo che ha fatto grande l’Occidente?”.
Avvenire – dicembre 2011

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