Lettera ai monasteri d’Italia (Settembre 1998)

clau3Alle gentili Sorelle dei Monasteri di Clausura in Italia Loro Sedi Milano 1° settembre 1998

 Carissime Sorelle dei Monasteri di Clausura in Italia,

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 Spero che questa mia vi trovi tutte in ottima salute del corpo e soprattutto dello Spirito, perchè quando noi siamo col Signore, siamo a posto, tutto va bene, tutto è bello! Che grande cosa la fede, care sorelle! Ci dà gioia, speranza, serenità, dà senso alla nostra vita, in qualunque situazione noi ci troviamo. Questo ve l’ho già detto e so che siamo profondamente d’accordo. Ma dobbiamo ripetercelo, per ringraziare sempre il Signore di questo immenso dono che ci ha fatto. Mi vengono i brividi se penso che potevo nascere da genitori non credenti ed essere senza fede!

 Vi racconto cosa mi è capitato alla Clinica Columbus delle suore della Santa Cabrini, dove vado a celebrare la messa (quando sono a Milano) dal 1960. Ho visitato diverse volte una signora sofferente per una lunga e grave malattia. Operata più volte, non era mai riuscita a guarire. La vedevo sempre sorridente, pur nella sofferenza. Le ho chiesto il motivo della sua perenne e contagiosa serenità che in Clinica tutti ammiravano. Lei mi ha risposto:

“Vede, padre, pregando e riflettendo sulla mia malattia, mi pare di aver scoperto che il Signore mi dà questa sofferenza affinchè io possa testimoniare che la Croce è sì dolore, ma un dolore che salva, che dà la vita, dà gioia. Io soffro, ma con l’aiuto di Dio sono arrivata a fare amicizia e ad amare il mio dolore. E’ una grazia che ho chiesto e Dio me la concede. Non vedo più la mia malattia come un fatto negativo, una maledizione, ma come un’amica difficile che debbo sopportare con pazienza e anche amore. Vorrei dire a tutti, con la mia vita, che quando si soffre col Signore si è egualmente sereni e anche pieni di gioia perchè la sofferenza acquista un senso”.

Uscendo da quella stanza, ho ringraziato il Signore per il dono della fede e per la testimonianza di quella cara donna. Mi è venuto spontaneo un pensiero: il mondo sta in piedi, la Chiesa va avanti, i missionari resistono in situazioni difficili e convertono, perchè ci sono persone come questa!

 Carissime Sorelle, eccomi ancora a voi a poca distanza dalla mia ultima lettera (10 marzo 1998) e dall’ultimo libro che vi ho spedito: “Missione Amazzonia – I cinquant’anni del Pime nel Brasile del nord (1948-1998)”. A maggio vi ho mandato un quaderno illustrato (ma senza lettera di accompagnamento), a colori, su “Padre Leopoldo Pastori, il missionario-monaco di Ndame”. Se non l’avete ricevuto o se ne volete altre copie, di questo come di altri miei libri, scrivetemi e vi mando tutto in omaggio.

Ecco un nuovo libro che sicuramente vi piacerà: Augusto Gianola, “In missione per cercare Dio – Lettere dal Brasile”, a cura di Piero Gheddo, Prefazione di Sergio Zavoli, San Paolo, pagg. 440. Questo volume completa bene la biografia di padre Augusto (“Dio viene sul fiume”) e spero farà del bene, grazie anche alle vostre preghiere. Delle quali davvero vi ringrazio con commozione. Sapeste quante volte, quando sento notizie negative della Chiesa o delle missioni o sono in difficoltà per qualcosa, io penso: non importa, il Signore è grande e ho tantissime Sorelle che pregano e sostengono non solo me, ma la Chiesa e l’umanità tutta. Naturalmente voi pregate per me e io prego per voi: ci può essere una fraternità più bella, più grande, più utile per tutti? Ci vogliamo bene e questo amore lo esprimiamo soprattutto attraverso la preghiera! Che grande cosa la Comunione dei Santi!

 Due brevi notizie sulle Cause di Canonizzazione. Per Marcello Candia abbiamo già consegnato la “Positio” alla Congregazione dei Santi nel giugno scorso (l’ha scritta la mia collaboratrice dott.sa Francesca Consolini). Fra breve, speriamo, daranno il “Decreto sulla eroicità delle virtù” e Candia diventerà, da “Servo di Dio”, “Venerabile”. E’ un passo importante che segna praticamente la fine del mio lavoro di Postulatore. Adesso aspettiamo solo il miracolo: vogliamo che sia bello, evidente, solenne, eclatante, perchè Marcello se lo merita! Lo chiediamo tutti assieme al Signore Gesù e non può rifiutarcelo!

 La Causa di padre Clemente Vismara sarà chiusa, a livello diocesano, il sabato 17 ottobre prossimo ad Agrate Branza (ore 10 del mattino), dall’Arcivescovo card. Carlo Maria Martini. Verranno dalla Birmania, da Kengtung, due vescovi e una dozzina di preti, suore, cristiani. Anche questa, care sorelle, è una bellissima notizia. Pensate: a due anni dall’inizio del Processo e a dieci dalla sua morte, Clemente diventa “Servo di Dio”! Approvato dalla Diocesi di Milano, va sotto esame a Roma e siamo più che convinti che passerà a pieni voti anche questo esame! Che bello avere questi grandi amici quasi Beati e Santi! Vi penso idealmente presenti alla cerimonia di Padre Clemente, con tutta la vostra carica di spiritualità, di entusiasmo e di amore, che piace così tanto al Signore e dà testimonianza di Lui a tutti: e sono sicuro che ottiene anche miracoli dal buon Dio! Il prossimo 1999, in preparazione al Giubileo del 2000, è l’Anno del Padre Eterno, onnipotente, che ci vuole tanto bene: quanto ci riempie di gioia sapere che il nostro Padre che è nei cieli ci ama, ci protegge, ci dona quanto è necessario alla vita, compresi miracoli vari di cui abbiamo bisogno.

 Care sorelle, vi ringrazio anche delle lettere che mi scrivete, oltre che delle preghiere. Non sempre riesco a rispondere (se c’è il telefono a volte telefono!), ma ricevere posta da voi mi fa sentire vicino a tutte. Con questa circolare ringrazio tutte le comunità e le sorelle che mi hanno scritto. La nostra vita, a pensarci bene, è un poema di amore, di allegria, anche di sofferenze a volte, ma sempre nella gioia.

Per l’anno venturo sarà pronto, a Dio piacendo, un volume sulla fede: “La tentazione di credere”, scritto (a domanda e risposta) con un giornalista de “Il Giornale”, Paolo Grieco, che avrà la Prefazione di Carlo Bo: stiamo cercando un editore laico perchè è indirizzato soprattutto a chi non ha sperimentato la bellezza della fede (dite una preghiera anche per questo volume!).

E voi come state? Spero sempre bene e vi ricordo tanto nel Signore. Grazie per gli inviti che mi fate di venire a trovarvi. Qualche convento vicino lo visito, ma di più non ce la faccio: La mia crisi… esistenziale, è quella del tempo. Più passano i mesi e gli anni e più mi trovo incastrato in molti impegni non previsti, che spero sempre di adempiere per amore del Signore. Quando sento parlare di “tempo libero” mi chiedo: che cosa è? Ciao a tutte, carissime, e grazie di tutto. Il vostro fratello in Gesù

padre Piero Gheddo, missionario del PIME

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