Lettera ai monasteri d’Italia (Febbraio 1999)

Roma, 12 febbraio 1999

Carissime Sorelle,
come già avete visto dall’intestazione di questa lettera, sono a Roma da gennaio a fine marzo per scrivere il volumone (600-700 pagine circa) sui 150 anni del Pime. Ad aprile tornerò a Milano anche senza averlo finito!

Come state? Sempre bene spero: se noi siamo col Signore, il Signore è con noi e questo ci basta… anche se le prove della vita, grandi e piccole, sono sempre il nostro pane quotidiano.
Vi scrivo per confidarvi una mia piccola pena: quest’anno sono stato costretto ad abolire ogni viaggio in missione e molti altri impegni per terminare la storia dei 150 anni del Pime e delle sue missioni, che mi preoccupa molto: infatti ho la scadenza di far uscire il libro per la fine di quest’anno (nel 2000 celebriamo i 150 anni del Pime, fondato nel 1850) e sono ancora indietro per varie cause. Fra l’altro perchè mi hanno cambiato le carte in tavola: volevano un volume di 250 pagine, popolare, giornalistico; adesso invece vogliono un volume storico, serio, documentato, 600-700 pagine! Così sono partito in ritardo nello scriverlo e mi trovo un po’ nei pasticci. Da gennaio e fino a fine marzo ho anche due ore di scuola la settimana nel nostro seminario filosofico che è qui a Roma (la teologia è a Monza): due ore sono poche, ma tra fare le dispense e tutto il resto, il tempo vola via.

Mi son detto: cosa faccio? Scrivo alle mie carissime sorelle che già pregano per me e per i missionari. Confido nelle vostre preghiere e arrivederci l’estate prossima: se non avrò le diapositive dell’ultimo viaggio, troveremo qualcosa d’altro per stare un po’ assieme. Spero di ritrovarvi in buona salute ed entusiaste della vostra grandissima vocazione. Grazie a Dio io sto bene, a parte un fastidioso ma lieve mal di schiena e di ginocchio.

Ma vi scrivo anche per un altro motivo. Unisco a questa lettera fotocopia di un articolo sull’Africa che ho scritto per “Il Corriere della Sera”. Interessante la risposta di Montanelli, che conferma la sua stima per i missionari: gli ho già risposto ringraziandolo e dicendogli che molte persone pregano per lui.
Ecco, care sorelle, unitevi anche voi a queste persone: chiediamo a Dio la grazia che il caro Indro (compie 90 anni il 22 aprile prossimo e io 70 il 10 marzo!!) sia toccato dalla grazia di Dio. Merita di ricevere il dono della fede.

Scusatemi se salto di palo in frasca. In aprile uscirà dalla Piemme il libro di cui vi ho già parlato: “La tentazione di credere”, scritto in collaborazione col giornalista Paolo Grieco, con la Prefazione di Carlo Bo. Ve lo manderò assieme ad altri, credo vi piacerà molto: è un’intervista sull’esperienza della fede vissuta nelle situazioni del mondo moderno.
Vi saluto tutte nel Signore e grazie delle preghiere e dell’affetto che avete per il vostro fratell in Cristo

padre Piero Gheddo

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