
Piero Gheddo, missionario del PIME e per molti anni direttore della rivista āMondo e Missioneā festeggia questāanno il 50° della sua Ordinazione Sacerdotale. In risposta a una sollecitudine dellāEditrice San Paolo a scrivere un libro sulla missioni alle genti, pubblica un saggio che non si può finire di raccomandare, soprattutto ai preti e a quanti si interessano di animazione missionariaĀ (La missione continua. Mezzo secolo a servizio della Chiesa e del terzo mondo, San Paolo pp. 366, E. 18,00 ). La lettura dellāultimo libro di P. Gheddo ĆØ raccomandata per svariati motivi.
Innanzitutto per curiositĆ : si apprende sempre molto da chi ha girato il mondo non da turista, ma da osservatore attento e amorevole degli uomini, delle loro tradizioni culturali e religiose. I mass media non dedicano in genere molto spazio alle comunitĆ cristiane e ai missionari impegnati nel terzo mondo. Purtroppo girano anche troppe informazioni superficiali e troppi luoghi comuni sul terzo mondo, cosa di cui ĆØ abbastanza facile individuare la matrice ideologica. Padre Gheddo ĆØ abituato da tempo ad andare contro corrente e a rettificare posizioni erronee. Egli, ad esempio, ĆØ stato il primo in Italia a denunciare i massacri dei Khemer rossi in Cambogia, riscontrando lāincredulitĆ persino della stampa cattolica e lāaccusa , da parte de LāUNITAā , di essere al servizio della CIA. Molte sue pagine mostrano quanto ideologizzati fossero il nostro mondo, i mass media e persino i cattolici. Invito quindi a fare il giro del mondo con lui, ripassando interessanti capitoli di geografia, di storia, di cultura e di eroismo missionario.
LA MISSIONE CONTINUA di Franco Ardusso
CāĆØ un altro motivo per leggere questo libro: esso ĆØ una forte testimonianza di fede. Gheddo non si stanca di ripetere che la missione nasce dallāamore di Cristo, e che anche il terzo mondo ha bisogno di Gesù. E se oggi ĆØ in crisi la missione di noi cristiani ĆØ perchĆ© cāĆØ crisi di fede. Gheddo cita sovente la Redemptoris missio di Giovanni Paolo II, alla cui stesura ha collaborato. Le due espressioni più volte citate sono: āLa missione ĆØ un problema di fede, ĆØ lāindice esatto della nostra fede in Cristo e del suo amore per noiā; ā la fede si rafforza donandola ā
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Per questo Gheddo, pur lodando le iniziative umanitarie e di volontariato che sono sorte un poā dovunque, contesta radicalmente unāidea abbastanza diffusa in questi ambienti per i quali il convertirsi a Cristo non sarebbe importante. Ed ĆØ contestata parimenti lāidealizzazione occidentale delle culture del terzo mondo, presso le quali padre Gheddo ha potuto verificare spesso che manca il concetto di valore assoluto della persona, dellāuguaglianza di tutti gli uomini creati dallo stesso Padre, del perdono, dellāamore gratuito. I missionari, fa osservare, ripetono spesso che lāostacolo maggiore allo sviluppo dellāuomo, nelle culture non cristiane, ĆØ la mancanza dei valori di base che fondano lāautentico progresso umano, valori che provengono solo dalla Rivelazione di Dio che rappresentano il tesoro più grande che i cristiani possono portare ad altri popoli. Anche alla Chiesa, alla quale pure ĆØ attaccatissimo, non vengono risparmiate le critiche, soprattutto quando essa dimentica che lo scopo primo della missione ĆØ far conoscere ed amare Gesù Cristo . āOggi, scrive Gheddo, ā la Chiesa rischia di apparire come unāagenzia umanitaria, una specie di Croce Rossa Internazionale di pronto intervento per casi urgentiā. La stessa animazione missionaria ĆØ malata perchĆ© soffre degli stessi mali della Chiesa: intellettualismo, teologia disincarnata dalla vita, maggior attenzione ai problemi che alle persone, riduzione della missione a unāopera di tipo politico-sociale, introversione per cui quasi il 90% delle attivitĆ che fa una parrocchia ĆØ rivolta a chi giĆ crede.
Questo libro si raccomanda ancora perchĆ© aiuta leggere e capire molti cambiamenti avvenuti o ancora in corso nella societĆ , nella Chiesa, nella missione. Per quanto riguarda la missione alle genti, basti ricordare la dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane (Nostra Aetate), il documento che, come scrive Gheddo, āHa sconvolto, capovolto lāatteggiamento del mondo cattolico verso altre fedi e culti religiosi: un tempo considerati ostacoli alla vera fede , da combattere (a volte anche opera del demonio), oggi visti come preparazione dei popoli allāincontro con Cristoā. Ma anche qui quante indebite semplificazioni, sino a quella assai diffusa secondo cui una religione sarebbe uguale allāaltra. Lāautore puntualizza con forza che questo non ĆØ lāinsegnamento del Vaticano II, nĆ© corrisponde al messaggio biblico.
Ci sarebbero ancora tante altre ragioni per raccomandare questo libro, comprese quelle riguardanti lo sviluppo e le critiche che Gheddo rivolge ai vari movimenti No global. Vorrei terminare con questa proposta che mi ĆØ venuta in mente man man che leggevo e che ho trovato formulata nella prefazione scritta da Monsignore Renato Corti, vescovo di Novara, al quale cedo la parola: ā Sarebbe utile che questa sua rilettura pacata, ma anche molto franca, di cinquantāanni della Chiesa diventasse strumento di confronto comunitario e ancor prima, di riflessione e di verifica personale: Vorrei suggerirne lāutilizzo nelle parrocchie e nelle aggregazioni ecclesialiā¦
Questo studio potrebbe essere molto stimolante per i sacerdoti, in ordine a una chiarificazione interiore e a una rinnovata āmotivazioneā apostolica. Potrebbe servire ai missionari stessiā.
Sono pienamente dāaccordo1.
Franco Ardusso – Vita Pastorale n.10, 1953
Recensione di Ardusso al libro di Padre Gheddo: La missione continua. Mezzo secolo a servizio della Chiesa e del terzo mondo
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